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Sanremo e fettuccine

Cena all’Hotel Eden per l’attore americano Stanley Tucci, che non si fila nessuno dei vip (cosiddetti) de Roma

8 Febbraio 2018 alle 16:00

Sanremo e fettuccine

Stanley Tucci (foto LaPresse)

Fumogeni rossi e gente incappucciata a Castel Sant’Angelo: una festa di carnevale nel giorno del suo inizio? Purtroppo no. E’ un gruppo di manifestanti contro l’arrivo del presidente turco Erdogan che, tra un incontro con Gentiloni, Mattarella e Papa Francesco, porta ancora più caos in città. Meno male – pensiamo ingenuamente – che arriva anche Stanley Tucci per presentare “Final Portrait”, ma da vicino la sua timidezza ci fa dimenticare presto la simpatia di Nigel, il personaggio da lui interpretato ne “Il diavolo veste Prada”.

 

Cena all’Hotel Eden e poi “ciaone a tutti”, come dicono da queste parti. Quei pochi romani che non sono a Sanremo – dove a rappresentarli ci sono le forzature in dialetto di Baglioni e Favino, entrambi offuscati dalla Hunziker, la vera conduttrice – si sono ritrovati in piazza Augusto Imperatore da “Il vero Alfredo”, ma per tutt’altro festival: quello delle fettuccine. Argh! Nel ristorante preferito, tra gli altri, dai Kennedy, da Hitchcock e da Disney, a mangiare gratis le tagliatelle centenarie con burro, parmigiano e semolino si son precipitati lo chef Antonino Cannavacciuolo, Enrica Bonaccorti, Massimo Boldi e il figlio di Anna Magnani, Luca. Giancarlo Oddi, Pino Wilson e Fernando Orsi, ex calciatori oggi settantenni, vengono riproposti dai circoli sportivi del lungotevere un po’ come è stato fatto sul palco dell’Ariston per i Decibel e quel che resta dei Pooh. A colazione allo Spazio Tiziano, Mario Sesti presenta “Cinema al Maxxi”, ma gli occhi sono tutti per Piera Detassis, “new boss” dei David di Donatello, e per i suoi orecchini con Cenerentola, regalo della stilosa direttora generale della Fondazione Cinema per Roma, Francesca Via. Brave Isabella Ferrari e Iaia Forte, “Sisters” all’Ambra Jovinelli. “W le donne!”, grida Riccardo Rossi al Teatro Olimpico. Una frase da ripetere – certo – ma non solo sul palco.

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