I malumori dentro Forza Italia e la rete di Tajani

Tutte le mosse del presidente del Parlamento europeo. Più Frosinone che Bruxelles

4 Febbraio 2018 alle 06:00

I malumori dentro Forza Italia e la rete di Tajani

Roma. Sono tanti i malumori dentro Forza Italia dopo la compilazione delle liste elettorali per le elezioni politiche.

 

In Lazio non è accaduto quello che è successo in Campania. Nessuna lotta intestina, né candidati cancellati all’ultimo momento con un colpo di penna di un ras locale e conseguenti accuse di “gestione camorristica del partito” (parole di Nunzia De Girolamo a Repubblica). Eppure anche nelle liste laziali ci sono grandi esclusi. Uno in particolare: Andrea Augello. Animatore della commissione banche, mente fine del centrodestra e, come se non bastasse, collettore di voti in regione. Abbastanza insomma perché qualcuno in Forza Italia lo definisca “un piantagrane”. Nei giorni scorsi qualcuno infatti si è lamentato con Silvio Berlusconi del suo eccessivo darsi da fare nella commissione presieduta da Pier Ferdinando Casini. Appena due giorni fa, infatti, Augello aveva rilasciato dichiarazioni di fuoco dopo l’approvazione della relazione di maggioranza anche grazie all’assenza di quattro parlamentari del centrodestra. Una strategia sbagliata – hanno sostenuto alcuni suggeritori del Cavaliere – soprattutto se la prospettiva post elettorale è quella di una grande coalizione con Il Pd.

 

A gestire le liste forziste e gli uninominali dell’intero centrodestra (Augello, infatti, non fa parte di FI) in regione è stato direttamente Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, uomo che Berlusconi vorrebbe premier (o ministro degli Esteri), ma ancora prima uomo di partito a Roma e dintorni (nella Capitale fu sfidante di Veltroni alle comunali del 2001). Nella compilazione delle liste Tajani ha voluto ricordare chi comanda. E così Augello che insieme a Luciano Ciocchetti, leader di Noi con l’Italia in Lazio, è uno dei principali animatori della vita politica del grande e confuso mondo del centrodestra, è rimasto fuori. Avrebbe dovuto correre con la “quarta gamba” del centrodestra in uno dei collegi uninominali. Ma sul suo nome, Forza Italia non ha voluto sentirne, costringendo Ciocchetti e Antonio Cassone (segretario regionale dell’Udc) a tenere Augello fuori dalle liste centriste. “Io so solo che doveva andare a Pomezia”, spiega proprio Cassone al Foglio. “Magari fossi io a decidere. La ragione dell’esclusione di Augello va chiesta ai leader nazionali”.

 

Intanto, per un Augello arrabbiato c’è un Parisi gongolante. In cambio della sua suicida candidatura alla presidenza della Regione Lazio, il leader di Energie per l’Italia Stefano Parisi ha ottenuto alcuni candidati negli uninominali. Uno di questi, Guglielmo Vaccaro, è candidato proprio a Pomezia. Al posto di Augello.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi