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"La sinistra è fuori dal Pd". Parla il sindaco di Cerveteri

A sinistra del Partito democratico, Alessio Pascucci continuerà comunque a sostenere Zingaretti: "L'ho fatto cinque anni fa e intendo rifarlo"

7 Dicembre 2017 alle 11:35

"La sinistra è fuori dal Pd". Parla il sindaco di Cerveteri

Foto LaPresse

Roma. “Mi permetta una battuta: essere di sinistra ed essere del Pd negli ultimi anni sono cose che non vanno d’accordo. Dire ‘sono di sinistra, ma non sono del Pd’ è quasi un sillogismo”. Alessio Pascucci, giovane sindaco di Cerveteri dal 2012, ha governato la sua città, da sinistra, con il Pd all’opposizione. A giugno è stato rieletto ancora contro i democratici, che hanno ottenuto uno dei peggiori risultati di sempre: 5 per cento e nessun candidato in Consiglio comunale. “Questo testimonia che chi vota a sinistra a Cerveteri vota per me. Io non ho mai avuto tessere di partito perché ho sempre creduto nel civismo, ma sono un uomo di sinistra”, spiega Pascucci. Ultimamente il sindaco è tornato all’onore delle cronache per aver fondato insieme a Federico Pizzarotti “Italia in Comune”, un movimento di sindaci che mira a candidarsi alle politiche (anche se non dalla prossima tornata). Lo stesso giorno Pascucci ha parlato all’apertura della convention che ha siglato la nascita di Liberi e Uguali con tanto di abbraccio finale con Pietro Grasso.

Che ci faceva lì il giorno che nasceva anche il suo movimento?

Ci siamo fondati lo stesso giorno, non è stata una cosa voluta, anzi, a livello mediatico ci ha creato problemi. A Grasso sono grato da italiano per il lavoro che ha fatto nella lotta alla mafia. Da uomo di sinistra guardo con interesse a questo movimento, sono un civico, ma alle politiche qualcuno dovrò pur votare.

 

Non le piace il Pd, voterà Grasso, eppure è uno dei più accessi sostenitori della ricandidatura di Nicola Zingaretti alla presidenza della regione Lazio, tra i primi a firmare l’appello dei sindaci che sostengono l’attuale governatore. Come mai?

Ho sostenuto Zingaretti cinque anni fa e intendo rifarlo. Non si possono negare i risultati ottenuti dall’attuale giunta: dai fondi europei, alla sanità, fino alla promozione turistica e culturale. Essere civici significa avere buon senso e passare sopra ad alcuni steccati: stimo Zingaretti e il fatto che lui sia del Pd non mi pone nessun ostacolo a sostenerlo.

 

Quelli di Sinistra italiana non la pensano allo stesso modo. Su questo giornale Fassina ha attacato Zingaretti su trasporti e sanità, e da quelle parti si minaccia addirittura una candidatura opposta a quella dell’attuale presidente, considerato, come tutto il Pd, poco di sinistra.

Non si è mai abbastanza di sinistra, non si è mai abbastanza dalla parte degli ultimi, ma penso che Sinistra italiana dovrebbe guardare il cambio di passo che c’è stato. Ovvio, i problemi non sono finiti, se così fosse Zingaretti non si sarebbe ricandidato. Però da Cotral alle politiche per i pendolari, dal turismo sui territori al risanamento della sanità con conseguenti stabilizzazioni dei precari, Zingaretti ha fatto cose di sinistra .

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