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Chi è l'eroe di piazza Tahrir, uomo dell'anno

Il settimanale Time, come ogni anno, ha scelto i personaggi più influenti del pianeta. Non ha vinto né il presidente americano, né quello cinese, ma Wael Ghonim, un blogger egiziano, già impiegato di Google, che dietro gli occhiali squadrati e il sorriso incerto è stato uno dei principali artefici del movimento che ha riempito le piazze del Cairo e che ha fatto cadere il regime dell’ex presidente, Hosni Mubarak.

22 Aprile 2011 alle 00:00

Il settimanale Time, come ogni anno, ha scelto i personaggi più influenti del pianeta. Non ha vinto né il presidente americano, né quello cinese, ma Wael Ghonim, un blogger egiziano, già impiegato di Google, che dietro gli occhiali squadrati e il sorriso incerto è stato uno dei principali artefici del movimento che ha riempito le piazze del Cairo e che ha fatto cadere il regime dell’ex presidente, Hosni Mubarak.

Ghonim, naturalmente, non è il più influente uomo dell’anno: è stato scelto perché rappresenta la giovane generazione che sfrutta i social network (in primis Facebook e Twitter) “per ridare speranza all’Egitto”, come ha scritto Mohammed ElBaradei, il candidato alla presidenza egiziana di cui Ghomim è sostenitore.

Nato il 23 Dicembre 1980, Ghonim è nativo proprio del Cairo,
la città che trent’anni dopo avrebbe aiutato a cambiare. Dopo gli studi d’informatica, ha lavorato in varie compagnie ed è approdato a Google dove velocemente è arrivato alla posizione di manager del marketing. Nel tempo libero faceva l’attivista antiregime, efu lui l'artefice della pagina Facebook “Siamo tutti Khaled Saeed” in onore del giovane egiziano che, il 6 giugno del 2010, è stato arrestato in un internet caffè con l’accusa di “attività sovversive” – alcune ore dopo, il suo cadavere fu trovato martorizzato in una strada isolata di Alessandria.

La pagina di Ghonim accusava “la brutalità della polizia egiziana” e ha raccolto in breve tempo migliaia di adesioni. Anche Ghonim è stato arrestato e la sua figura è diventata nota a livello internazionale dopo un’intervista a Dream Tv, un’emittente araba, in cui ha fatto luce sulle brutalità alle quali era stato sottoposto durante la detenzione. Il suo commovente discorso ha fatto di Ghomin un’icona della primavera araba. Sollevato sulla statua in Piazza Tahrir dopo le dimissioni di Mubarak, Ghonim ha dichiarato “che non lascerà mai l’Egitto finché la rivoluzione non sarà completata”.

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