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Etienne-Emile Baulieu

7 Aprile 2010 alle 00:00

Dal Foglio del 21 dicembre 2008

Nello stesso anno in cui scopriva e lanciava la Ru486 (“metodo di controllo delle nascite” la definiva con orgoglio mentre le faceva fare un giro promozionale per il mondo), l’endocrinologo francese Etienne-Emile Baulieu viveva una pazzesca storia d’amore fra i Caraibi e Parigi con Sophia Loren. Entrambi impellicciati e con i capelli tinti, vennero fotografati nel 1981 da Umberto Pizzi a Port Maillot, stretti dentro una Mini Minor, clandestini perché entrambi sposati. Furono anni fulgidi, lui era già potente e famoso, lei bellissima. Ai Caraibi fecero arrestare Umberto Pizzi pur di non essere fotografati insieme, in seguito ricomposero i loro matrimoni in nome della famiglia e la moglie di Baulieu lo giustificò così: “Cosa avrebbe dovuto fare? Era innamorato. Dopo tutto, Sophia è una donna splendida”. Sophia negò come sempre, ma disse che in ogni caso non avrebbe mai lasciato suo marito. Infatti si trasferirono con i figli da Parigi a Ginevra. Non si sa se siano ancora in contatto: lui è un ottantenne molto attento ai capelli e all’abbronzatura, lei è la vedova settantenne meglio conservata del mondo. Emile sarebbe perfetto per lei, visto che da qualche decennio cerca di inventare la pillola dell’eterna giovinezza, purtroppo senza successo. Monsieur “lunga vita”, l’ha chiamato il Monde con un po’ di ironia, visto che le sue ricerche ormonali, molto sbandierate, sono state assai ridimensionate dall’Agenzia francese della sicurezza sanitaria, e il suo più grande successo resta la Ru486, che nei piani di Baulieu doveva essere presa mensilmente, per garantire la regolazione del ciclo mestruale e l’aborto seriale. “Un tantino narcisista”, è stato definito dal Monde.

Lui, che si chiama Emile Blum ma cambiò nome durante la guerra e non riprese mai più il cognome ebreo del padre, non è esattamente Louis Pasteur: è uno scienziato attento ai soldi, ai finanziamenti, al successo, alle industrie farmaceutiche, alle Fondazioni e agli enti pubblici, spera nel Nobel e va volentieri in televisione, da molti anni, a parlare di vita eterna, di non invecchiamento. Si è detto dispiaciuto che il suo ormone della giovinezza, derivato dal colesterolo, “non possa aumentare anche la libido”, e si è sempre dichiarato preoccupato per le troppe nascite: “La popolazione mondiale raddoppierà nel Ventunesimo secolo, da cinque a dieci miliardi di persone. Ci sarà il doppio dei musulmani. In un mondo con dieci miliardi di abitanti si può ancora vivere, ma la Ru486 e altri metodi di controllo delle nascite saranno essenziali per mantenere una popolazione stabile. Senza controllo delle nascite non ci sarà progresso sociale o tecnologico”.

L’idea di progresso sociale del professor Baileu comprende le belle donne, pillole da prendere “per terminare ogni gravidanza che sia capitata”, ormoni da “diffondere come aspirine” per mantenersi giovani e scattanti, e naturalmente l’uso di embrioni umani per trovare magari la cura alla disfunzione erettile o all’osteoporosi. “Bisogna mettere sulla bilancia una vita potenziale, per nulla sicura, e una vita reale”. Professore, ha mai pensato che poteva sbagliarsi? “Mai”.

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