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pulci di notte

Su Farinacci a Rep. non hanno capito un'acca

Stefano Lorenzetto

Correttori di bozze ad personam e sfondoni nelle notti insonni di Stefano Lorenzetto a fare le pulci ai giornali

  • Farinacchi. Francesco Bei sulla Repubblica intervista lo storico Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, e nella prima risposta lo fa parlare di “Roberto Farinacchi, un fascista fanatico e razzista”. Diciamo che Bei non ha capito un’acca. [28 gennaio 2026]

 

  • Pentola. Nel suo editoriale di prima pagina, Andrea Malaguti, direttore della Stampa, scrive di “tuti noi nella stessa pentola di un mondo in ebollizione” e, nel periodo successivo, di “cresciuta culturale”. Mentre termina la cottura, non potrebbe assumere un correttore di bozze ad personam? [18 dicembre 2025]

 

  • Svariare. “Nelle relazioni degli economisti Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, e Marcello Messori, docente di Economia europea all’Istituto universitario europeo di Firenze, i temi affrontati hanno svariato dalle prospettive di crescita delle diverse economie della Ue all’impatto dei dazi decisi dagli Stati Uniti”, riferisce Giovanni Negri sul Sole 24 Ore a proposito dell’annuale convegno dell’Associazione albese studi di diritto commerciale. Tenuto conto che il verbo svariare significa “rendere vario o più vario: svariare uno spettacolo; svagare, distrarre” (Lo Zingarelli 2026), prendiamo atto che anche gli economisti sono passati al varietà. [2 dicembre 2025]

 

  • Sfondoni. Incipit di Maurizio Belpietro, direttore della Verità, nell’editoriale di prima pagina: “I commissari europei per gli Affari esteri sono sempre state irrilevanti nello scenario globale”. Il soggetto maschile (“i commissari”) richiedeva il participio passato dello stesso genere (“sono stati”, non “sono state”). Si prosegue a pagina 7: “Credo che in fatto di ininfluenza, e soprattutto di incapacità di guardare in faccia la realtà, la donna che oggi si occupa delle relazioni Ue nel mondo superi chiunque l’ha preceduta”. Il verbo credere, nel significato di “ritenere probabile od opportuno”, richiede il congiuntivo: quindi “chiunque l’abbia preceduta”. Aggiunge Belpietro: “È quello che è successo nel 1915 e a innescare la guerra bastò un casus belli come l’omicidio dell’erede al trono austro-ungarico. Dunque, io andrei piano con l’idea di battere la Russia e minacciare un intervento della Nato o dell’Europa”. Qui a uno sfondone storico se ne associa uno grammaticale: l’attentato di Sarajevo, nel quale Gavrilo Princip assassinò a colpi di pistola l’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono d’Austria-Ungheria, e la moglie Sofia avvenne il 28 giugno 1914, non nel 1915, e si scrive “andarci piano”, non “andare piano”, quando il significato del verbo è “comportarsi con grande cautela o misura” (Lo Zingarelli 2026). Non potevano mancare i consueti saggi del conflitto permanente di Belpietro con le virgole: “L’alto rappresentante per la politica estera e per la sicurezza comune dell’Unione europea, ha spiegato che per garantire la pace occorre limitare l’esercito russo” e “I politici lituani, estoni, lettoni, insieme a quelli polacchi e ucraini non vogliono tornare sotto il tallone di Mosca”. Gli erronei segni di punteggiatura dopo “europea” e dopo “lettoni” separano i soggetti dai verbi. [14 dicembre 2025]

 

  • Fine. “Che fine avrebbe fatto Giuseppina quando la madre sarebbe morta?”, si chiede Enzo d’Errico in un editoriale pubblicato sulla prima pagina del Corriere della Sera. Il condizionale passato nella reggente (“avrebbe fatto”) postulava l’uso del congiuntivo trapassato nella subordinata (“fosse morta”). [9 dicembre 2025]

 

  • Virgola. Tommaso Cerno, direttore del Giornale, nel suo editoriale di prima pagina: “E ora l’architrave su cui si reggono le sentenze politiche che, un giorno sì e l’altro anche rispediscono in Italia gli immigrati illegali dal centro in Albania”. Una virgola dopo “anche” era indispensabile per non separare il soggetto (“le sentenze politiche”) dal verbo (“rispediscono”). [18 dicembre 2025]

 

  • Legittimarlo. Il Fatto Quotidiano titola così, usando un’affermazione fra virgolette, un’intervista con il politologo Marco Tarchi: “‘Usa neo colonialisti, incoerente legittimarlo e poi invocare il diritto’”. “Legittimarlo” chi o che cosa? [8 gennaio 2026]

 

  • Mosaico. La pur brava vaticanista Franca Giansoldati scivola nella cronaca romana del Messaggero, scrivendo che nella basilica di San Paolo fuori le mura “è stato inserito nella navata di destra, il 267esimo mosaico papale di una lunga serie che corre per tutto il perimetro dell’edificio, iniziando naturalmente con il primo pontefice, san Pietro”. Sorvoliamo, anche se è un errore non da poco, sulla virgola dopo “destra” che separa il verbo dal soggetto, ma i ritratti dei papi sono 274, non 267: a causa di errori e incertezze, nella serie mancano due papi, ce ne sono tre mai esistiti e figurano otto antipapi. Peggio di Giansoldati, comunque, riesce a fare il redattore incaricato del titolo: “Alla Basilica di San Paolo l’accensione del mosaico col ritratto di Leone XIV”: gli hanno dato fuoco? [26 gennaio 2026]

 

  • Anni. “‘L’amore ai tempi dell’uomo ragno. Una storia al ritmo degli anni Settanta’”, titola il sito del Fatto Quotidiano, presentando un romanzo di Marco Iurato, edito da Rizzoli. Solo che, come si legge sulla copertina del libro, il sottotitolo recita Una storia al ritmo degli Anni 90. Sono indietro solo di 20 anni. Senza contare che si scrive Uomo Ragno, con le maiuscole, trattandosi di un nome proprio. [22 dicembre 2025]

 

  • Perché. Sommario dalla Stampa: “I personaggi della serie Netflix ci commuovono perchè in loro vediamo noi stessi e il tempo che passa”. Transeat il “perchè” con l’accento grave, anziché acuto, nei testi. Ma non nei titoli, santo cielo. [7 dicembre 2025]

 

  • Pedestre. Thomas Mackinson sul Fatto Quotidiano: “Ciliegina sulla torta: arriva a sorpresa anche la premier Meloni che, insieme ai vertici della società pubblica, si presentano vestiti da Cucinelli da capo ai piedi, un po’ come manichini viventi per una sfilata della sua collezione”. Concordanza pedestre: soggetto singolare (“la premier”) con verbo al plurale (“si presentano”). [7 dicembre 2025]

 

  • Comminare. Sulla Verità, un sommario cita “Mario Roggero, il gioielliere che in Appello si è visto comminare oltre 14 anni di galera per aver ucciso due rapinatori”. L’utilizzo di questo verbo in un simile contesto è classificato come improprio dallo Zingarelli 2026. Nel linguaggio giuridico, infatti, comminare significa stabilire una sanzione per i trasgressori di una legge. Quando una pena viene inflitta dal giudice, il verbo corretto è irrogare. [8 dicembre 2025]