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preghiera
Chi vuole vietare il consumo di carne di cavallo va contro il cristianesimo
È Cristo ad avere abolito i tabù alimentari. Mentre chi porta avanti proposte di divieto di carne equina è un avversario della libertà e sabotatore dell'Italia e delle sue tradizioni
Oggi non mangio cavallo: Mercoledì delle Ceneri è l’unico mercoledì dell’anno in cui mi nego a priori l’adorata carne equina. Per mia libera scelta di cattolico che oggi si astiene dalle carni e stasera si farà imporre le ceneri dal sacerdote, a memento della caducità della vita terrena e dell’importanza del Vangelo per accedere alla vita eterna. Se l’avessero vinta le madame animaliste, le parlamentari firmatarie delle proposte di divieto di carne equina, l’astensione sarebbe imposta e non potrei mangiare cavallo nessun mercoledì dell’anno. Né alcun altro giorno dell’anno.
Le madame animaliste, Susanna Cherchi (Cinque Stelle), Luana Zanella (AVS) e ovviamente la recidiva Michela Brambilla, sono nemiche del cristianesimo: è Cristo ad avere abolito i tabù alimentari. Sono avversarie della libertà, fautrici di uno Stato potente e prepotente che arriva a decidere cosa devono mangiare i cittadini. Sono sabotatrici dell’Italia, delle sue mirabili, variegate tradizioni culinarie: la veronese pastissada de caval, il parmigiano cavallo pesto, la barese brasciola di cavallo... Se l’avessero vinta sarebbe un Mercoledì delle Ceneri perpetuo, con una cultura gastronomica incenerita.