Giuseppe Bossi, "Autoritratto con Felice Bellotti, Gaetano Cattaneo e Carlo Porta", Pinacoteca di Brera

Preghiera

Quali immagini rimarranno degli intellettuali odierni? Nessuna

Camillo Langone

La fotografia è senz’anima e la fotografia digitale è senz’anima e senza durata. Si visiti Brera per constatare la superiorità della pittura

Imparare a Brera /2. Nell’ultima sala della gloriosa Pinacoteca c’è un quadro datato 1809 e firmato Giuseppe Bossi che si intitola “Autoritratto con Felice Bellotti, Gaetano Cattaneo e Carlo Porta”: quattro intellettuali romantici resi immortali dalla pittura a olio. E dei meno romantici intellettuali odierni, milanesi o romani o italiani che siano, quali immagini rimarranno? Nessuna che ne restituisca lo spirito. Perché la fotografia è senz’anima e la fotografia digitale è senz’anima e senza durata. Si confronti il viso di Carlo Porta dipinto da Bossi con quello di Eugenio Scalfari nelle foto della mostra per i cinquant’anni di Repubblica. Il poeta ci guarda, sembra vivo, potrebbe uscire dalla tela da un momento all’altro. Il giornalista, sebbene cronologicamente molto più vicino a noi, è spento e sbiadito, irrimediabilmente morto. Porta è lì in Pinacoteca, Scalfari è al cimitero. Si visiti Brera per constatare la superiorità della pittura sulla fotografia, e imparare a commissionare ritratti a olio.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).