Ansa
PREGHIERA
Neanche Giuseppe Prezzolini è il Grande Maestro Conservatore
Dopo aver letto la biografia dell'intellettuale scritta da Emilio Gentile, stenderei un velo pietosissimo sul demente interventismo del 1915. Ma non si può sorvolare sull’indulgenza nei confronti del vecchio amico Mussolini. Inoltre il "Manifesto dei conservatori" ha un titolo esplicito e un contenuto nebuloso e contraddittorio
Dopo Pasolini, Prezzolini. Alla ricerca del Grande Maestro Conservatore mi tuffo nella monumentale biografia di Emilio Gentile, “L’avventura di un uomo moderno. Vita di Giuseppe Prezzolini” (Garzanti). Lo storico molisano ha conosciuto Prezzolini da ragazzo, a Lugano, dunque lo studia da oltre mezzo secolo, dunque mi sono immerso nel libro definitivo sul fondatore della Società degli Apoti. E allora, dopo 1.225 pagine, è lui o non è lui il Gran Conservatore? Mah. Stenderei un velo pietoso sul periodo delle riviste fiorentine, ventennio di “militanza intellettuale anticonservatrice”, secondo la definizione di Gentile. E pietosissimo sul demente interventismo del 1915 (in seguito si pentì, ma bisognava pensarci prima). E però non si può sorvolare su tutto: fastidiosa è l’indulgenza nei confronti del vecchio amico Mussolini. Un intellettuale antiretorico, e perciò antidannunziano, avrebbe dovuto essere anche antimussoliniano. Il “Manifesto dei conservatori” ha un titolo esplicito e un contenuto nebuloso e contraddittorio. E il nichilismo, la tetraggine di uno scettico che non sa essere stoico, di un ateo lamentoso che vede sempre tutto nero, alla lunga diventa insopportabile. Realisti sì, ma non fino al suicidio. Conservatori va bene, ma non depressi. La ricerca del Grande Maestro Conservatore continua.