Oriana Fallaci (Ansa) 

Preghiera

Ora che le donne hanno finalmente occupato le case editrici non hanno più nulla da dire

Camillo Langone

Difficilissimo trovare scrittrici italiane viventi con una scrittura che sia voce e non eco. Fuori dalla moda, dotate di lessico e pensiero personali, eredi delle varie Ortese, Ginzburg, Campo e Fallaci

“Chi, oggi, tra le scrittrici, potrebbe avere uno sguardo imprevedibile e dotato di senso? Sono in maggior parte donne iperscolarizzate, succube di autorità scolastiche nell’età degli studi e poi succube di pensieri comuni”. Questo mi ha risposto Davide Bregola, il bardo della Bassa Padana (come c’è il bardo dell’Alta Irpinia, Franco Arminio, c’è il bardo della Bassa Padana, lui). Gli avevo chiesto nomi di scrittrici da interpellare per un mio pezzo. Siccome legge perfino più di me e siccome di scrittrici non ne stavo trovando in numero bastante. Scrittrici italiane viventi. E con una scrittura che sia voce anziché eco come nel caso delle innumerevoli scrittrici scritte dalla moda, costrette dalla corrente, quelle che ripetono “patriarcato”, “patriarcato”, “diritti”, “diritti” e che magari non si vergognano di praticare l’aborto ortografico denominato schwa. Cercavo autrici dotate di lessico e pensiero personali, eredi delle varie Ortese, Ginzburg, Campo, Fallaci, e trovavo donne che scrivono libri su donne per donne, con dentro mamme e nonne e bambini, ambientati in manicomi e paesini (spesso del Sud, quel Sud dove non si legge ma dove si ambientano i romanzi). Insomma storie trite. Che destino beffardo, pensavo: aver finalmente occupato le case editrici e non avere più niente da dire.

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  • Camillo Langone
  • Vive tra Parma e Trani. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "La ragazza immortale" (La nave di Teseo).