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Medvedev la smetta con gli stereotipi, in Italia si mangiano un sacco di rane

Camillo Langone

Si legga Gianni Brera: “I lombardi mangiano le rane da quando esistono le rane”. Si ascolti la canzone dei Baustelle, che sono di Montepulciano, intitolata “Le rane”. Identificarle con la Francia è semplicista e offensivo

Medvedev sembra stia cercando di farmi diventare atlantista: il mio neutralismo è solido, cristianamente fondato, ma lasci stare le rane! Come si permette? Cos’ha questo signore contro i mangiatori di rane? E perché identifica le rane con la Francia e gli spaghetti con l’Italia? Sono stereotipi grossolani: io, che sono italianissimo, mangio più spesso rane che spaghetti. L’Italia è più bella della Russia innanzitutto perché, a dispetto del territorio limitato, è più varia. Anche dal punto di vista gastronomico. Io mangio (di rado) spaghetti soltanto quando mi trovo al Sud. Mentre le rane sono precipue della cucina lombarda, e di alcune lande emiliane e toscane. Si legga Gianni Brera: “I lombardi mangiano le rane da quando esistono le rane”. Si legga Curzio Malaparte, la “Cantata dei pratesi detti anche granocchiai o mangiatori di granocchi”. Si ascolti la canzone dei Baustelle, che sono di Montepulciano, intitolata “Le rane”. Si ammiri il quadro “Rane fritte” di Enrico Robusti, nella collezione di Franco Maria Ricci al Labirinto di Fontanellato.

E la si smetta con le semplificazioni e con le offese: mangiaspaghetti? Mi hai preso per un pulcinella? Mangiarane, invece!

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).