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Le miracolose poesie da spiaggia di Crocetti e Jovanotti

Camillo Langone

I due hanno firmato una piccola antologia intitolata “Poesie da spiaggia” (Crocetti Editore), poesie di ogni epoca e latitudine “legate al mare, al viaggio, all’avventura, all’amore, alla vita”. Il libro ricorda un verso di Whitman: “Esistono miracoli più stupefacenti?”

Nicola Crocetti e Jovanotti, che coppia improbabile. I due hanno firmato una piccola antologia intitolata “Poesie da spiaggia” (Crocetti Editore), poesie di ogni epoca e latitudine “legate al mare, al viaggio, all’avventura, all’amore, alla vita”, da leggersi sotto l’ombrellone nell’incombente estate. Perplessità. Poi però pensi che il traduttore Crocetti traduce poesie e dunque scrive versi, e il cantante Jovanotti compone canzoni e dunque scrive versi: dov’è la differenza? Poi leggi l’introduzione e scopri che Jovanotti non è un testimonial appiccicato ma un vero appassionato e il primo motore dell’operazione. Poi leggi la prima poesia, “Itaca” di Kavafis, e ti vengono i brividi. Poi leggi Borges, “Arte poetica”, e ti viene da piangere. Poi leggi Pound, “Redondillas”, e resti a bocca aperta. Infine leggi Whitman e ti sembra che l’ultimo verso della sua poesia, una poesia che mette addirittura voglia di vivere, parli del libro che hai tra le mani: “Esistono miracoli più stupefacenti?”.

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).