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Le scuse di Dolce & Gabbana e quelle che la Cina non porgerà mai

Camillo Langone

Pochi giorni fa in Cina sono scomparsi un vescovo e un gruppo di catechisti. I cinesi non chiederanno scusa e nessuno chiederà loro di farlo

Se nel 1978 uno stilista avesse chiesto scusa all’Argentina di Videla forse, caduto il regime militare, avrebbe dovuto chiedere scusa di avere chiesto scusa. Se nel 1938 uno stilista avesse chiesto scusa alla Germania di Hitler certo, caduto il regime nazista, avrebbe dovuto chiedere scusa di avere chiesto scusa. Se nel 2018 una coppia di stilisti chiede scusa alla Cina di Xi non dovrà mai chiedere scusa di avere chiesto scusa perché il regime cinese, almeno a viste umane, non cadrà mai. Pochi giorni fa in Cina sono scomparsi un vescovo (notizia data da AsiaNews) e un gruppo di catechisti (notizia datami personalmente da un missionario). I cinesi non chiederanno scusa e nessuno chiederà loro di farlo, tantomeno il Vaticano fresco firmatario di un accordo che mette la Chiesa cinese nelle mani del Partito comunista cinese. Era già scritto nel libro del Siracide: “Il ricco commette ingiustizia e per di più grida forte, / il povero riceve ingiustizia e per di più deve scusarsi”.

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  • Camillo Langone
  • Vive a Parma. Scrive sui giornali e pubblica libri: l'ultimo è "Eccellenti pittori. Gli artisti italiani di oggi da conoscere, ammirare e collezionare" (Marsilio).