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una ricognizione
Tutte le caselle vuote nei ministeri: dalle dimissioni di Santanchè al Turismo fino ai sottosegretari mai sostituiti
Dopo il caos e le dimissioni post referendum, la premier Meloni cerca nuovi equilibri. Ma se per il ministero del Turismo e della Giustizia si cercano soluzioni immediate, per i sottosegretariati del ministero degli Esteri, della Cultura e dell'Università i posti sono vacanti da tempo e non è affatto detto che saranno riempiti prima della fine della legislatura
È il momento in cui i nodi vengono al pettine. Per la compagine di governo il post referendum è stato un caos continuo: prima le dimissioni del capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, poi quelle del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Infine l'addio della ministra del Turismo Daniela Santanchè. Cariche che per il momento rimangono sguarnite. Oltre a questi tre posti, a rimanere vacanti ci sono alcuni sottosegretariati: Esteri, Università e Cultura. Lo sono da tempo in realtà, e forse possono ancora aspettare. O addirittura non vedere alcun sostituto da qui fino al termine della legislatura.
È necessario, invece, per la delicatezza e l'importanza dei ruoli, trovare rapide soluzioni per le dimissioni delle ultime 72 ore. Partendo dal ministero del Turismo, per il momento la premier vuole tenere per sè la delega. Lo scompiglio degli ultimi giorni chiede a Meloni di muoversi con equilibrio, un passo falso in questa fase potrebbe costare caro. La visita ad Algeri per provare a tamponare l'impennata dei prezzi del gas e la gestione degli equilibri nella coalizione, non hanno aiutato ad avere già pronte le prossime mosse. Un altro cruccio per la maggioranza sono le dimissioni del senatore Maurizio Gasparri come capogruppo al Senato di Forza Italia. Anche se in questo caso, i vertici di FI sembrano già aver trovato una soluzione: si tratta di Stefania Craxi, presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato. Insomma, la complessità della situazione non ha permesso a Meloni di trovare dei sostituti in queste ore. In ogni caso, il totonomi è già iniziato
Per la carica di ministro del Turismo, il primo nome è Giovanni Malagò, storico ex presidente del Coni e attuale presidente della fondazione Milano-Cortina. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi, sulla possibilità ha preferito glissare l'argomento: "Ogni nome può essere buono o meno". Ma le voci corrono e sono arrivate anche allo showman Fiorello, che ha invece ironizzato: "Se Malagò sarà nominato ministro del Turismo, mi propongo come suo vice". Una chanche potrebbe averla anche Gianluca Caramanna, deputato di FdI e consigliere di Santanchè al ministero nonchè il responsabile Turismo del partito.
Per il dopo Delmastro, come detto, servono azioni calibrate ma immediate. Il nome in pole position per sostituire il meloniano è quello di Sara Kelany, deputata di FdI e responsabile del dipartimento Immigrazione e Sicurezza. Intanto a gestire la poltrona c'è l'altro sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, della Lega, e il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, di FI. Mentre per la successione di Bartolozzi i tempi sono ancora più stringenti. È un momento delicato per il ministero e l'operazione di sostituzione è più che necessaria. Uno dei nomi che potrebbe sostituire la zarina è Antonio Mura, attualmente capo dell'ufficio legislativo del ministero. Nel frattempo le deleghe sono state spalmate tra il vice capo di gabinetto di via Arenula, il magistrato Vittorio Corasaniti e l'altra vice Chiara Fasano.
Per gli altri sottosegretariati in ballo, in realtà, non sembra esserci particolare urgenza né la volontà di porre rimedio a stretto giro. Se da Palazzo Chigi vorranno riassegnare gli incarichi, si dovrà in ogni caso aspettare che le acque si calmino dopo il trambusto post referendum.
L'ex sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli, nominato in quota Noi Moderati e successivamente trasferitosi in Forza Italia, si è dimesso il 9 febbraio 2026 per assumere il ruolo di Segretario Generale dell'IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana), incarico per il quale era stato eletto all'unanimità nel luglio 2025. Da allora, nessuna sostituzione. Anche al ministero della Cultura, da più di due anni la sedia è vacante. L'ex sottosegretario Vittorio Sgabri si è dimesso a febbraio 2024, dopo la delibera dell'Antitrust che aveva rilevato un'incompatibilità tra il suo ruolo al ministero e le sue attività professionali retribuite. Più che una sostituzione, che dal ministero ormai escludono, c'è stata una ripartizione delle deleghe tra gli altre due sottosegretari: la leghista Lucia Borgonzoni e Gianmarco Mazzi di FdI. Infine il sottosegretario al ministero dell'Università. A inizio legislatura era stata scelta Augusta Montaruli di Fratelli d'Italia, che ha lasciato incarico dopo la condanna definitiva della Corte di Cassazione a un anno e sei mesi per l’uso improprio dei fondi dei gruppi consiliari del Piemonte negli anni dal 2010 al 2014. Le dimissioni sono arrivate il 28 febbraio 2023, più di tre anni fa. Ma anche in questo caso, nessuna riassegnazione del ruolo. E all'orizzonte, a circa un anno dalle elezioni politiche, fonti ministeriali fanno sapere che non sembra esserci l'intenzione di porre rimedio alla sedia vacante.