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Dimissioni di Santanché, l'ambiguità della Lega. Romeo: "Non ce ne occupiamo"

Il capogruppo del Carroccio in Senato: "Le sue dimissioni riguardano esponenti di un altro partito, Giorgia Meloni è la garante del governo e noi non entriamo in questa situazione". Le mozioni di sfiducia? "Opportunismo politico"

Nicolò Zambelli

"Non ce ne occupiamo". La Lega resta fuori dalle tensioni che sono nate nel governo nel corso delle ultime ore, a causa di Daniela Santanché, ministra del Turismo che dopo la richiesta pubblica di Giorgia Meloni non ha ancora annunciato le sue dimissioni. Al Foglio il capogruppo in Senato Massimiliano Romeo è chiaro: "La questione riguarda esponenti di Fratelli d'Italia, non del nostro movimento. Non vogliamo entrare in questa situazione", dice. E se FdI e Forza Italia si preparano ad astenersi sulla mozione di sfiducia delle opposizioni (con l'obiettivo di farla passare), i salviniani sono molto più cauti. E' noto che il rapporto tra Salvini e la Santa è antico e consolidato.
 

Sulla mozione di censura, calendarizzata a Montecitorio per lunedì, infatti Romeo usa tutt'altri toni: "È opportunismo politico", dice.  Ma quando gli chiediamo come si comporterà la Lega in caso di voto, non risponde. "Ora il governo tornerà a occuparsi dei problemi del paese, soprattutto al nord", conclude off camera. 
 

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