Le dichiarazioni
Salvini, l'anti Donald: "La guerra di Trump non è la nostra, non ci ha nemmeno avvisato". Che giravolta
Il vicepremier leghista in versione ultrapacifista scarica il tycoon: "Non ci chiedano navi da guerra, non vogliamo mandare i nostri ragazzi a morire né avvicinare la terza guerra mondiale". Più forte dell'amore per il presidente staunitense c'è solo la paura per il caro energia
"Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l'Iran? No, non mi sembra, ci ha avvisato a cose fatte. Spero che Usa e Israele, quando hanno scatenato questo conflitto abbiamo esaminato tutto quello ne sarebbe conseguito". Matteo Salvini scarica Donald Trump. Parlando ai microfoni di Rtl 102.5 il vicepremieg leghista marca una notevole distanza dal presidente americano, rispondendo senza se e senza ma negativamente a tutte le richieste fatte dagli Usa agli alleati europei. "Questa - dice Salvini - non è la nostra guerra, non siamo in guerra contro la Russia o contro l'Iran. Non ci chiedano navi da guerra perché non voglio mandare i nostri ragazzi in guerra e non voglio avvicinare la terza guerra mondiale".
Il capo del Carroccio, che tra un mese, il 18 aprile prossimo, ha convocato a Milano a piazza del Duomo i leader dei Patrioti, il gruppo della destra populista europea, si allinea a quella chè ormai la posizione condivisa dai Patriots di tutta Europa. Tutti vedovi di Donald Trump, a partire dal leader del Rassemblement national francese Jordan Bardella, delusi dal presidente americano che aveva promesso la pace attraveso il disimpegno. L'isolazionismo come strumento chiave della pace. E invece.... Invece il loro principale alleato nella "difesa dell'occidente", seguendo Benjamin Netanyahu, un tempo altro grande beniamino della destra salvinistra, si è imbarcato in una guerra che per adesso sta costando all'Europa un enorme aumento dei costi per l'approvigionamento energetico, con le navi che trasportano petrolio e gas ferme davanti allo stretto di Hormuz. Per Salvini e i salviniani italiani ed europei più forte dell'amore per il presidente americano c'è solo la paura per il caro carburanti.
Insomma, quel che non poterono i dazi - "I dazi possonon essere un'opportunità per l'Italia. Trump non è un matto fa gli interessi degli americani, il problema non è lui ma la Cina - , o l'intervento in Venezuela per deporre Nicola Maduro - "Nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo" - ha potuto la guerra in Iran. E pensare che a poche ora dall'inizio del conflitto, era il 1 marzo, Salvini ancora resisteva nel suo strenuo trumpismo: "Se un regime sanguinario islamico prepara la bomba atomica e vuole cancellare i paesi occidentali dalla faccia della terra, chi è intervenuto ha fatto bene".