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La corsa di Salis, tra slalom e dossieraggi. E Renzi lancia le primarie
Il caso Bucci-Secolo XIX diventa un assist invontario per la sindaca (suo malgrado). Pensa a Genova, ma le voci i corteggiamenti politici non le dispiacciono. L'ex premier intanto lancia la sua proposta, studia i candidati, e avvia la discussione per il suo programma riformista da sottoporre al campo largo
Matteo Renzi lancia le primarie (“delle idee”), cerca candidati. La destra, a suo modo, dà una mano e offre sponde involontarie. Perché politicamente il dossieraggio – vero o presunto che sia – diventa presto consacrazione, riconoscimento. Un altro, nel caso della sindaca di Genova Silvia Salis. La vicenda che coinvolge il governatore ligure Marco Bucci e il Secolo XIX andrà chiarita. Se ne sta infatti occupando anche la procura. Ma intanto, nella sua ricaduta immediata, alimenta polemiche e apre spazi mediatici che Salis, suo malgrado coinvolta nei dossier, maneggia con cura. Non ha chiesto le dimissioni di Bucci, ma ha detto a Rep: “Mi incuriosisce, che esponenti del governo che siamo abituati a vedere esprimersi su tutto, da Pucci a Sanremo alla famiglia nel bosco, non abbiano ancora detto nulla sul loro governatore”. Del resto Salis ha assunto sin da subito un profilo nazionale, ben oltre la città che amministra da nemmeno un anno. Assicura, anche per questo, che lo farà ancora a lungo, nonostante venga spesso tirata per la giacca in un centrosinistra sempre a caccia di nuovi leader. Evocata nelle manovre anti Schlein e (politicamente) corteggiata per eventuali primarie. Chi la conosce spiega che, certo, “fanno piacere certi riconoscimenti ma non è questo oggi l’orizzonte. Poi si vedrà. C’è il referendum”. Che potrebbe cambiare le carte in tavola, accelerare le dinamiche del campo largo. Nel frattempo lei amministra, si prepara.
Dopo una prima fase di sovraesposizione, quella in cui anche i rapporti con la segretaria del Pd pare non fossero troppo buoni, l’ex atleta olimpica e numero due del Coni ha regolato la sua presenza mediatica a livello nazionale, che si è fatta, per così dire, più strategica. Ci ha lavorato con il suo staff per evitare contraccolpi, scegliendo dove e come presentarsi. Con un intervento al Foglio, un mese fa, la sindaca di Genova ha attaccato duramente il governo sulla sicurezza – un tema molto caro a chi fa il sindaco ma anche un aspetto su cui i progressisti faticano a offrire alternative riconoscibili – proponendo un “patto nazionale”, al di là degli schieramenti. “Servono risorse e coordinamento, non propaganda”. A Genova si è scontrata duramente con CasaPound: “Sono fuori dal perimetro della Costituzione”. Anche questo fa curriculum. Al referendum si è schierata per il No e lunedì sarà a Genova con Andrea Orlando e la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi per sostenere la causa. Intanto coltiva la sua rete. Con Nicola Fratoianni, per dire, ha ottime consuetudini. Ha partecipato a iniziative di Avs, ma anche alla Leopolda. Di recente era a Firenze per un evento organizzato da Dario Nardella. E nel frattempo pare siano un po’ migliorato il dialogo con Schlein (a proposito: la segretaria starebbe lavorando a un’iniziativa con i sindaci Pd e la stessa Salis).
Ma se la leader dem nel frattempo previene, c’è chi come Renzi va più di fretta. Sta costruendo da settimane la sua Casa riformista mettendo insieme pezzi di centro(sinistra). E ieri, parlando a Restart, ha lanciato le primarie. Quelle “delle idee”, per consultare la sua base e studiare una piattaforma da sottoporre agli alleati, e poi quelle del Campo largo. E dopo aver detto che “lo stabilicum, la nuova legge elettorale, conviene anche centrosinistra”, ha tracciato l’identikit del suo candidato alla leadership della coalizione, da contrapporre a Schlein e Conte. “Un presidente di regione, qualche sindaco o qualche sindaca”. Come Salis, appunto. Oppure come Gaetano Manfredi, regista e tessitore del Campo largo in Campania. E chissà anche oltre, dopo le elezioni del 2027. Lui più di tutti può mettere d’accordo Pd, M5s e Italia viva (non dispiace nemmeno a Calenda).
Oggi intanto il sindaco di Napoli farà gli onori di casa per la presentazione del coordinamento regionale di Progetto Civico, la rete di amministratori (e non solo) guidata da Alessandro Onorato – assessore a Roma con Roberto Gualtieri – che punta a presentare un candidato alle primarie. Atteso anche un contributo del sindaco di Milano Beppe Sala. C’è fermento al centro. E ognuno si prepara a giocare la partita. A modo suo.