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nel carroccio
Il Salvini perfetto: non parla e la Lega cresce (e il 23 va da Orban)
Il vicepremier si espone meno e rinuncia al viaggio nel bosco. Tutte le volte che si prende una pausa dalla sparata, il partito ne beneficia. È un sogno
E’ perfetto quando tace e fa crescere la Lega quando scompare. Non è uno sberleffo ma una vera lode: il miglior Salvini è questo Salvini che si morde la lingua, che prova a fare il pensatore di Rodin, il Salvini riflessivo. Non illudetevi, è una epifania destinata a finire già dal giorno 23 marzo, quando Salvini volerà a Budapest dal compagno Orbán. Lodatelo ora, e chi può gli tolga il bagaglio a mano. Ha annunciato la visita alla famiglia della casa del Bosco (la visita era prevista il venerdì 13 marzo) ma per merito del babbo Trevallion, anche Salvini si è convinto che è meglio evitare. E’ andato in tv da Del Debbio ed è stato più misurato di Giusi Bartolozzi. Il Salvini che è in Salvini sta migrando nel corpo di Urso e i suoi fratelli.
Non durerà, ripetiamo, ma la novità la stanno registrando anche in Lega. Quando FdI e Forza Italia hanno rimproverato i leghisti di battersi poco per il referendum, Salvini ha convocato la segreteria politica e chiesto di far vedere di che pasta è fatta la Lega. Da una settimana telefona ai leghisti e vuole ricevere ogni giorno un report su quanti gazebo si montano a favore del Sì. Uno strano fenomeno ha sbalordito la Lega e confermato il trend. Tutte le volte che Salvini si prende una pausa dalla sparata, la Lega cresce nei sondaggi. E’ dura, come tutti gli uomini che combattono con i propri vizi: il tabacco, il vino, il gioco. Salvini ha la dichiarazione, l’uscita, il bisogno di twittare appena un poliziotto viene ferito. A Rogoredo la voglia di arrivare per primo lo ha fatto inciampare ma ha finalmente dato la sveglia allo staff: forse prima di twittare è il caso di fare qualche telefonata in più, verificare i fatti. E’ una dieta ma gli spasmi della fame tornano. I parlamentari che sono felicissimi di questa nuova stagione, scomparire per comparire nuovi, provano ad aiutarlo. Non è semplice. Quando Salvini è a stomaco tv vuoto chiede ai suoi compagni di scorpacciate: “Va bene parlare meno, ma non possiamo neppure non dire nulla”. E’ andato in Rai, da Milo Infante, che è pure un amico (il problema sono sempre gli amici che non gli tolgono il barattolo di Nutella) e ha detto che a Napoli ci sono bimbi che non vanno a scuola “e vivono nella merda, con i topi”. Dopo aver perso chili di sberleffi, con una sola comparsata, Salvini li ha ripresi, ma non tutto è perduto.
In queste settimane i quotidiani si sono occupati del viaggio di Crosetto, delle simpatiche scivolate di Tajani, Tony uomo buono, padre e marito, e poi c’è Urso, la guerra... Salvini ha usufruito dello sconto. Raccontano che in questi giorni gli capita di setacciare i social e si vorrebbe precipitare: “Facciamo un tweet, una campagna, facciamo qualcosa”, solo che gli amici, adesso, gli suggeriscono: “Verifichiamo prima i fatti?”. Un’altra fortuna è Vannacci. Il grande evento che sta preparando la Lega è il 18 aprile a Piazza Duomo, a Milano. E’ nata come eccesso di allegria solo che riempire piazza Duomo è impensabile. La buona notizia è un’altra. L’evento si doveva chiamare “Remigrazione”, ma la parola l’ha rubata Vannacci e il titolo è cambiato in “Senza paura” e “Padroni a casa nostra” che è come passare dal punk al neomelodico. La vicesegretaria Silvia Sardone ha provato a far cambiare il nome ma fortuna ha voluto, ancora, che gli altri leghisti abbiano suggerito: “Non copiamo Vannacci”. Resta da capire come riempire Piazza Duomo e purtroppo Salvini deve ricorrere ai soliti cugini di campagna (patriota). E’ atteso Bardella e ci sarà Orbán qualora dovesse vincere le elezioni ungheresi. Da adesso c’è dunque una ragione per andare alle urne il 22 e 23 marzo e votare. Se il Sì vince c’è la probabilità che Salvini resti a festeggiare in Italia e non vada dal cugino compagno Orbán. Aiutiamo un italiano in questo difficile percorso e i leghisti non gli facciano mancare il loro sostegno: una casa nel bosco, un buon film con Francesca Verdini. Perdere l’aereo per Budapest è il miglior modo di farsi amare in Italia.