Ansa
"Con voi faremo i conti"
Caso Gratteri-Foglio. “Affermazioni gravi, frasi che intimidiscono”, dice Antonio Rinaudo
"La frase del procuratore non lascia spazio a dubbi interpretativi, è in linea con il classico modo di esprimersi di certe aggregazioni che Gratteri conosce molto bene", dice l'ex procuratore a Torino
“Sono affermazioni estramamente gravi che non dovrebbero provenire dalla bocca di un procuratore della Repubblica; e la sematica mi pare chiara”, dice Antonio Rinaudo, ex procuratore a Torino, a proposito della frase “tanto con voi del Foglio dopo il referendum faremo i conti…tireremo su una rete”, pronunciata da procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri in un’intervista a questo giornale in cui gli si si chiedeva conto dell’errato arruolamento alla causa del No (fatto dallo stesso Gratteri su La 7) del cantante Sal Da Vinci, vincitore di Sanremo con “Per sempre sì”. “Quel ‘faremo i conti’”, dice Rinaudo, “non lascia spazio a dubbi interpretativi, è in linea con il classico modo di esprimersi di certe aggregazioni che Gratteri conosce molto bene. Magari si tratta di uno scivolone inappropriato, magari in quel momento il procuratore era irritato per non essere stato a suo dire capito. Al suo posto, avrei detto: non sono d’accordo con voi, ma darei la vita perché possiate dirlo”.
Evoca l’articolo 21 della Costituzione, Rinaudo, e sottolinea il diverso “peso” che affermazioni “di quel tipo hanno se pronunciate da un personaggio di rilievo mediatico come Gratteri, procuratore della Repubblica di Napoli, o da un comune cittadino. Dette da lui, per di più a un giornalista, possono intimidire”. Il clima non aiuta, ma, dice Rinaudo, “spiace si sia perso del tutto il filo conduttore di un dibattito che doveva restare sul merito. Si è passati invece alle offese personali, alle intimidazioni. Ogni pretesto è buono per attaccare il contendente, e non sul merito, con argomenti tecnici, ma ad personam”. Interpellato sull’episodio, ieri Gratteri ha detto: “Se l’espressione concisa che ho usato non andava bene, mi dispiace; so che cosa significa essere bersaglio, valuterò se agire con una querela o una citazione civile nei confronti dei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine”. Il procuratore ha detto che quella sera in tv era tutto uno scherzo: “Si può fare dell’ironia al bar tra privati cittadini su qualche facezia”, dice Rinaudo, “ma durante una trasmissione tv, su questi argomenti, se scherzi lo dovresti dire subito, non a posteriori, lamentandosi di essere stati fraintesi. Possibile che ci sia sempre un qualche fraintendimento da parte degli uditori? Le parole hanno un significato ben preciso”. Nanni Moretti avrebbe detto: “Le parole sono importanti”. Si poteva evitare? “Io non mi sarei messo in quella condizione, ecco”.