Il racconto
Lo stretto di Meloni: Iran, bocciatura Ue sull'energia, casi Biennale di Venezia e Bartolozzi. Il "prigioniero" Nordio
La premier in Aula su Iran. La maggioranza si compatta: aiuti ai paesi del Golfo, pressioni alla Russia, la richiesta di sospendere l'Ets alla Ue. Bartolozzi non si scusa e non si dimette. Le decisioni rimandate al dopo referendum
Ci sono pavoni a plotoni. Meloni ha Giusi Bartolozzi, la Gratteri del sì, e il Pd ha Conte, l’ucraino del No. Tramonta l’idea di una risoluzione da unità nazionale sull’Iran. Meloni parla oggi alle Camere e la maggioranza presenta un testo dove si condanna il regime iraniano (senza menzionare Trump) e si impegna il governo a sostenere i Paesi del Golfo, fare pressione “nei confronti della Russia” (è il panno freddo per Salvini), spingere la Ue a intervenire sul prezzo dell’energia. L’opposizione va divisa sia su Teheran sia su Kyiv. Bartolozzi fa più titolo degli ayatollah. Meloni è infuriata. Chi l’ha mandata in tv? Da quando un capo di gabinetto comizia? Non lo scrive nessuno ma se il referendum si perde, il rischio è che Nordio lasci e Bartolozzi torni in magistratura. Un plotone di incubi.
In Cdm salta il provvedimento per abbassare le accise, il ministro Pichetto litiga con il Mef di Giorgetti. Il decreto non entra perché mancano le coperture, anzi, a dirla come la dicono i primi violini del Mef, il provvedimento “non era in esame”. Si complica, eccome. Si complica. Da ieri c’è anche una lettera di Glenn Micaleff, Commissario Ue alla Cultura, e le firme di 20 ministri Ue, per chiedere all’Italia, alla Biennale di Venezia, di stracciare l’invito alla Russia “perché la cultura non è separata dalla realtà”. C’è lo squisito lusso di un ministro, Giuli, che sta lasciando l’autonomia a un’istituzione come la Biennale; ed è un inedito in Europa (un referendum: Valditara e Bernini stanno con Giuli o con Buttafuoco? Salvini e Tajani, beh, è facile). Dice Benedetto Della Vedova, alla Camera, “forse Meloni sta davvero perdendo il tocco”. Meloni telefona a Merz e Starmer per proteggere le navi a Hormuz, ma Meloni si deve occupare delle uscite della capo di gabinetto di Nordio che hanno oscurato i suoi tredici minuti. La Ue non aiuta. E’ ostile. Il commissario all’Energia, Jorgensen, si oppone al disaccoppiamento dei prezzi che è “l’idea geniale” (cit. della cit. di Adolfo Urso) di Meloni. Si è parlato di un tentativo di sottoporre la risoluzione di maggioranza all’opposizione ma la stretta di mano è impossibile. Peppe Provenzano difende la scelta: “Ho ascoltato anche io Gentiloni e sono d’accordo che su Cipro si sta insieme. Ma fra noi e Meloni c’è una faglia che si chiama Trump. Finché c’è quella è impossibile unirsi”. Il Pd ha i suoi tormenti. Conte, lunedì, per metterlo in difficoltà, propone un testo sull’Ucraina, ma è un bluff. Agli ucraini vorrebbe solo mandare pochette al posto dei Samp-T. Anche Avs sulle armi a Kyiv ha posizioni diverse da quelle di Guerini e di Schlein. Si dovrebbe andare, oggi, ancora, ognun per sé e Zelensky, per tutti e di questo passo bisognerà cambiare la parola: da compagni a solitari. La maggioranza trova un accordo su un testo limato dal ministro Foti, buonuomo, dove compare il solito sostegno “multidimensionale” all’Ucraina come priorità europea. Tra gli impegni del governo: il ritorno della diplomazia in Medio Oriente, sostenere il ruolo delle operazioni marittime Aspides e Atalanta, contrastare antisemitismo, seguire i lavori del Board of Peace, e poi Nato, rilanciare il non paper con la Germania, a sospendere l’applicazione degli Ets. Meloni parlerà al Senato, ma la replica alle Camere si prevede a tarda sera, quando i quotidiani inchiostrano. Dice Francesco Boccia, il Bravo di Elly, che “Meloni ha stravolto tutte le prassi e che oggi relaziona su un Consiglio Europeo di cui non abbiamo neppure gli ordini del giorno. Meloni sta calpestando il Parlamento con la connivenza supina, e dispiace, dei presidenti di Camera e Senato”. Piovono richieste di dimissioni, e stoccate, e non solo dall’opposizione. Raccontano che lunedì sera, quando è esploso il caso Bartolozzi (ma quanti sono ormai i casi Bartolozzi? C’è il caso uno (Almasri) e c’è il caso del parcheggio impedito al povero Sisto… ) Meloni ha alzato le braccia. Si è infuriata, certo, perché tredici secondi hanno appannato il suo video di tredici minuti. Nordio si è scusato ma Bartolozzi gli avrebbe chiesto “Mi devi difendere meglio”. Il 22 e 23 marzo a sentire Bartolozzi si ha l’occasione di liberarsi dei “plotoni” ma il povero Nordio tornerà libero? Andrea Orlando che è stato ministro della Giustizia ricorda: “Un funzionario che si esprime così ha l’equilibrio necessario per svolgere un ruolo tanto delicato?”. Enzo Amendola, altro ex ministro: “Non ho mai visto un capo di gabinetto andare in tv a fare comizi”. Marco Sarracino, che siede in segreteria del Pd, festeggia: “Bartolozzi è la più grande sponsor del no”. Dice Romeo, che è leghista, il capogruppo al Senato: “Servirebbe più equilibrio anche da Bartolozzi e servono soldi per le bollette, non polemiche”. Gli è vicino Gasparri che prova a difenderla: “Bartolozzi è una passionale. Io mi occuperei di Gratteri, gli consiglio di prendersi una pausa di riflessione”. Ci sono frasi strane di Nordio, il prigioniero di Bartolozzi, un giurista che l’Italia ha ammirato, letto, prima delle uscite aggressive (di cui si è sempre scusato) e che oggi suscitano il dubbio: le uscite erano di Nordio o di Bartolozzi? Nelle ultime ore quando chiedono a Nordio di dimissioni di Bartolozzi, il ministro risponde che “non sono considerazioni che vengono prese”. Per Palazzo Chigi “il caso è chiuso”, ma queste frasi significano sempre che i conti li faremo dopo. Li faranno dopo il referendum. E’ da settimane che Bartolozzi, funzionaria che autorizza gli altri dirigenti del ministero, comizia per il sì. Cosa dovrebbero pensare i magistrati a cui dice “puoi” o non “puoi?”. E’ andata a Genova, sempre per il sì (ve lo immaginate Antonio Funiciello di Draghi fare l’ultrà a Telecolor?). La sinistra oggi si spacca. Ma non è una notizia. Dice sempre Della Vedova: “Meloni può perdere sul serio le elezioni, ma c’è qualcuno che può vincerle?”.