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lo stenografico

Il dibattito alla Camera sulle parole di Gratteri al Foglio: Costa chiede chiarimenti a Nordio

Quelle del magistrato "sono frasi sconcertanti. Ritengo che un approfondimento vada fatto", dice il deputato di Forza Italia. Ecco il resoconto stenografico dall'aula di Montecitorio

Pubblichiamo il resoconto stenografico della seduta di oggi alla Camera dei deputati, in cui il deputato di Enrico Costa ha chiesto un'informativa al ministro della Giustizia Carlo Nordio sulle frasi del procuratore Nicola Gratteri al Foglio.


PRESIDENTE. Colleghi, andiamo avanti con i nostri lavori.

Ha chiesto di parlare, sull'ordine dei lavori, l'onorevole Costa. Ne ha facoltà.

ENRICO COSTA (FI-PPE). Grazie, Presidente. Io ho letto questa mattina le frasi attribuite tra virgolette al procuratore Gratteri rivolte ad una giornalista de Il Foglio. Le leggo: “Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio” (Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)…

PRESIDENTE. Allora, scusate colleghi, io sto ascoltando un intervento sull'ordine dei lavori. Prima fatemi ascoltare e, poi, eventualmente intervenite (Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista, MoVimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra)… No, senza no (Il deputato Casu: “A che titolo?”)…

Allora, colleghi, per favore. Colleghi! Onorevole Costa, anticipi, per favore, se è una richiesta di informativa urgente, così (Commenti di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)… Prego. Colleghi, per favore, ognuno fa il suo lavoro.

ENRICO COSTA (FI-PPE). Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. Prego.

ENRICO COSTA (FI-PPE). Il PD prima vuole le conclusioni e poi le motivazioni: va bene (Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)…

PRESIDENTE. Onorevole Costa, la prego. La prego (Proteste di deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle)… Colleghi, per favore, senza alzare inutilmente la voce. Ma perché alzate la voce? Scusate. Scusate…

ENRICO COSTA (FI-PPE). Ma…

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Costa (Il deputato Casu: “Non sono le conclusioni!”)… Allora, onorevole Casu, lei non deve alzare la voce! Non deve alzare la voce. Ho chiesto all'onorevole Costa: può, per cortesia, anticipare se ha una richiesta di informativa? Prego.

ENRICO COSTA (FI-PPE). Chiedo un'informativa al Ministro della Giustizia (Applausi ironici del deputato Casu) anche agganciandomi alle considerazioni che sono state fatte ieri da alcuni partiti di opposizione, perché ho letto oggi, su Il Foglio, delle frasi attribuite al procuratore di Napoli, Gratteri, rivolte ad una giornalista de Il Foglio, tra virgolette: “Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti”. “I conti?”, chiede la giornalista. “Nel senso che tireremo una rete”.

Ora, mi sembra che siano frasi sconcertanti. Mi chiedo cosa significa che un procuratore della Repubblica si rivolga a un giornalista dicendo “faremo i conti”. Cosa significa “tireremo una rete”? Quale rete tirerà? La rete a strascico? Io non lo so, però, ritengo che un approfondimento vada fatto, perché qua non si tratta più di questioni di campagna referendaria, ma si tratta di una frase che, diciamo, io giudico controversa - non voglio dire che è una minaccia perché vorrei approfondire -, molto controversa, nei confronti di un giornale, nei confronti di una giornalista, nei confronti di giornalisti.

Per molto meno la sinistra in quest'Aula avrebbe alzato le barricate (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Per molto meno la Federazione della stampa si sarebbe mobilitata. Per molto meno tutti gli altri giornaloni avrebbero stampato degli editoriali indignati (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE). Oggi, per molto meno, a parti invertite - a parti invertite, a parti invertite! - se un giornalista avesse scritto le stesse cose di un procuratore della Repubblica, il Consiglio superiore della magistratura avrebbe aperto una pratica a tutela.

Oggi, quindi, dopo aver diviso, da una parte, le persone perbene, dall'altra, gli indagati e gli imputati, dimenticando che molti, un milione di indagati e imputati, sono risultati nell'ultimo biennio innocenti, oggi il procuratore Gratteri ci dice questo.

Io vorrei che fosse chiarito il contenuto di queste frasi, perché, se un procuratore della Repubblica, per il sol fatto di essere stato criticato su una valanga di ingiuste detenzioni che ha determinato nel suo percorso e nella sua carriera, si permette di dire questo - ossia “faremo i conti” e “tireremo la rete” - allora, mi sembra che qua gli equilibri dei poteri abbiano qualche scricchiolamento (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia, Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Giachetti. Ne ha facoltà.

Cortesemente, onorevole Giachetti, se, in premessa, mi dice se aderisce o meno alla richiesta di informativa urgente, così evitiamo di essere assaliti. Prego.

ROBERTO GIACHETTI (IV-C-RE). Guardi, signor Presidente, io vorrei dirle che non aderisco alla richiesta.

PRESIDENTE. Prego.

ROBERTO GIACHETTI (IV-C-RE). Le vorrei dire che non aderisco per la ragione semplice che è capitato centinaia di volte in quest'Aula, quando vi sono state delle minacce, delle aggressioni, delle intercettazioni fasulle nei confronti dei giornalisti - non è necessario che quest'Aula si pronunci attraverso la richiesta sull'ordine dei lavori, ma dovrebbe avere la sensibilità di denunciare una cosa inaccettabile, a prescindere dall'ordine dei lavori - cosa che è successa decine, centinaia e migliaia di volte… (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-il Centro-Renew Europe).

Mi meraviglio, dopo il dibattito che abbiamo fatto ieri, nel quale si è detto che è giusto - e io torno a farlo oggi - chiedere le dimissioni del capo di gabinetto del Ministro Nordio (Applausi dei deputati dei gruppi Italia Viva-il Centro-Renew Europe) per le parole che ha detto a proposito dell'intervista televisiva; dicevo ieri che, però, non sento, quando accadono determinate cose dall'altra parte, reazioni non dico simili, ma vicine all'indignazione che proviamo per il capo di gabinetto.

E, puntualmente, ci siamo. Cioè, non solo noi oggi non sentiamo dall'altra parte una presa di posizione nei confronti del capo del comitato del “no” al referendum, nei confronti di un'aggressione pacifica a una giornalista - non mi pare che Gratteri abbia smentito nulla, è vero che avrà i suoi tempi, ma non ha smentito nulla - non solo non sentiamo la denuncia, ma vediamo che ci si innalza a urlare perché il collega Costa fa quello che abbiamo fatto altre centinaia di volte (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier).

Solidarietà a Il Foglio per gli attacchi che ha avuto da Gratteri (Applausi dei deputati del gruppo Italia Viva-il Centro-Renew Europe).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Marattin. Ne ha facoltà.

LUIGI MARATTIN (MISTO). Grazie, Presidente. Intervengo per associarmi alla richiesta del collega Costa e per dire al collega Giachetti che, quando si toccano gli affetti più cari, è normale avere delle reazioni (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

Io credo che le frasi riportate da Il Foglio siano terribili, attendiamo una smentita, siamo fiduciosi che arriverà. Perché quando il capo della procura più importante d'Europa si permette di rivolgersi a un potere dello Stato - perché l'informazione è il “quarto potere”, avrebbe detto qualcuno - dicendo “poi faremo i conti” e questo avviene dopo una serie di affermazioni del procuratore Gratteri - ricordiamo quella sull'identificazione di chi siano coloro che votano “sì”: andiamo dai delinquenti agli indagati, ai mafiosi, ai massoni deviati, eccetera - tutto questo non fa altro che avvelenare un clima che, in un Paese normale, non dovrebbe essere così.

In un Paese normale dovremmo discutere del merito della riforma, farlo indipendentemente dalle nostre appartenenze politiche e farlo senza insultarci, senza minacciare la stampa e senza avvelenare il clima in questa maniera. Quelle dichiarazioni, che speriamo siano smentite a breve, rappresentano un'ennesima ferita a un modo corretto di fare un dibattito pubblico. È un'ennesima ferita alla democrazia liberale.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Matone. Ne ha facoltà.

SIMONETTA MATONE (LEGA). Io ovviamente aderisco alla richiesta di un'informativa urgente per le parole gravissime pronunciate da Gratteri. Vorrei ricordare che, all'inizio, la regola che noi, perlomeno noi del fronte del “sì”, ci eravamo dati - dovete credermi, anche se non mi crederete - era che avrebbe dovuto essere una competizione pacifica, una competizione non politica, una competizione nella quale addirittura le forze politiche dovevano rimanere fuori. Purtroppo - so che adesso griderete, come fate sempre quando io prendo la parola - l'avete trasformata, per paura di perdere, in una lotta nel fango (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia - Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), senza esclusione di colpi, estrapolando frasi, scegliendo solo quello che vi pare tra le cose che si dicono. Stavolta le parole di Gratteri sono inequivocabili, ma il vostro campione di legalità, vi ricordo, è costato allo Stato, nel distretto di corte d'appello dove lui imperava, quattro volte i risarcimenti che mediamente vengono riconosciuti per ingiusta detenzione (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia). Il suo è un record di assoluzioni per processi totalmente infondati che sono costati ai nostri cittadini quattro volte … cioè la percentuale dei rinviati a giudizio è del 10 per cento, con Gratteri arriva al 37 per cento. Vorrei verificare il numero di ordinanze di custodia cautelare. Io il numero che ho non ve lo do perché è talmente imponente che mi auguro di essere smentita, ragion per cui noi dobbiamo ricondurre questo referendum alla ragione, ma voi dovete ricondurre alla ragione anche i vostri campioni di legalità (Applausi dei deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Grimaldi. Ne ha facoltà.

MARCO GRIMALDI (AVS). Grazie, Presidente. Devo dire la verità, per quanto la Camera la prossima settimana probabilmente…

PRESIDENTE. Scusi, si associa o no alla richiesta?

MARCO GRIMALDI (AVS). Lo sto per dire…

PRESIDENTE. Me lo deve dire subito, sennò mi saltano addosso. Prego: si associa o non si associa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia)?

MARCO GRIMALDI (AVS). No, guardi, lei il suo mestiere lo sa fare bene quando vuole.

PRESIDENTE. Va bene, le sto chiedendo …

MARCO GRIMALDI (AVS). Allora, lei sa …

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi …

MARCO GRIMALDI (AVS). …che quando noi chiediamo le informative…

PRESIDENTE. … le sto chiedendo …

MARCO GRIMALDI (AVS). … ci avviciniamo prima. Lei con la maggioranza non fa lo stesso, Presidente (Proteste dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia).

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi, le sto chiedendo… Non alzi la voce con me!

MARCO GRIMALDI (AVS). Mi associo!

PRESIDENTE. Le sto chiedendo con la cortesia….

MARCO GRIMALDI (AVS). Mi associo! E lo faccio col sorriso.

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi…

MARCO GRIMALDI (AVS). …e rispetti le regole anche lei, perché non è al di sopra di nulla.

PRESIDENTE. Onorevole Grimaldi, la richiamo all'ordine! Perché io le regole le rispetto. Le ho chiesto, con grande cortesia ed educazione, se lei si associava o meno. Punto, fine. Si associa o non …

MARCO GRIMALDI (AVS). Ma dieci secondi di premesse li posso fare o no?

PRESIDENTE. Perché prima i suoi colleghi del Partito Democratico mi hanno assalito (Il deputato Casu: “Assalito?”)…

MARCO GRIMALDI (AVS). No, guardi…

PRESIDENTE. Quindi, la prego. Si associa? Bene, andiamo avanti (Proteste del deputato Andrea Casu).

MARCO GRIMALDI (AVS). Presidente, la vedo agitata, come vedo agitato tutto il fronte del “sì”, perché addirittura in Aula parlano come il fronte del “sì”. Allora, noi le diciamo dal fronte del “no” che non vediamo l'ora; ci associamo e non vediamo l'ora di vedere il Ministro Nordio qui in Aula a dichiarare la fine del contratto di collaborazione con la sua capo di gabinetto (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra, Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle), perché è indegno, è indegno, è indegno che qualcuno in Aula faccia a noi la morale dopo che ha trattato un'istituzione - i giudici italiani - come un “plotone di esecuzione”. Ma stiamo scherzando, Presidente? Il Presidente della Repubblica ha chiesto a tutti noi di abbassare i toni (Il deputato Enrico Costa: “Anche a Gratteri!”). Non passa un giorno, non passa un giorno in cui Giorgia Meloni non prende il suo cellulare e, invece che venire qui a discutere dei problemi del Paese, ci spiega - ci spiega - ogni sentenza, ogni scarcerazione, ogni fatto di cronaca (Commenti del deputato Caiata: “Ma viene oggi!”). È da più di un anno che va avanti questa “sassaiola”. “Sassaiola”!

Continuate a dire una cosa molto semplice ed è per questo che state perdendo il referendum. Continuate a dire che i giudici devono stare sotto il potere esecutivo, devono remare nella stessa direzione del Governo.

Sapete colleghi, è la cosa più sbagliata e più indegna che si possa dire. I magistrati devono essere autonomi e si assumono la responsabilità anche delle cose che dicono (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra). Non è Nordio a punirli. Non è Nordio a spiegare che cosa deve dire un magistrato o no. Invece, lo diciamo così, da Alleanza Verdi e Sinistra: noi siamo dalla parte dei giornalisti, lo siamo sempre (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra - Commenti dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). Di tutti i giornali, anche di quelli che ci attaccano ogni giorno. Gli vogliamo bene, facciamo emendamenti addirittura per trovare risorse perché pensiamo che la democrazia si basi esattamente sul rispetto e sull'autonomia. Nessuno deve assoggettare i giudici e nessuno deve assoggettare la libera informazione. Dico di più: stiamo ancora attendendo che il Governo faccia qualcosa per questo, contro le querele temerarie, contro chi spia i giornalisti con Paragon, contro chi continua ad attaccare il servizio pubblico (Applausi dei deputati dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

Allora, colleghi, arriviamo all'ultima settimana referendaria. È questo il tono che volete assumere davanti al Paese? Continuate a dire: “non parliamo di una riforma, non volete entrare nel merito di una riforma che non è vero che è di destra”. Ogni volta che negate, ogni volta che dite che non volete i pieni poteri e ogni volta che nella comunicazione usate un “no” state esattamente parlando di quell'elefante nella stanza. State per perdere il referendum? Benissimo, venga Nordio e discutiamo di questo referendum, se volete farlo in pubblico. Non è questo il ruolo della Camera, ma se proprio volete entrare in questo agone, noi siamo prontissimi e alla luce del sole vi diremo perché i “no” ai pieni poteri sono esattamente “no” alla vostra narrazione e al vostro mettere i giudici sotto processo per quello che fanno (Applausi dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Serracchiani. Ne ha facoltà.

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). Grazie, Presidente. Anche da parte del Partito Democratico intendiamo esprimere solidarietà al giornale Il Foglio e al suo direttore e riteniamo che ci siano parole che siano irricevibili da parte di chiunque le pronunci (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). Presidente, non abbiamo però notato la stessa determinazione…

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Serracchiani, perché non ho capito. Si associa o no alla richiesta di informativa urgente?

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). Certo, perché in quella informativa urgente, Presidente…

PRESIDENTE. Va bene. Prego.

DEBORA SERRACCHIANI (PD-IDP). …noi riteniamo che vi siano tante cose che vadano dette e che non abbiamo ascoltato ancora. Presidente, con la stessa determinazione e puntualità, non abbiamo ancora ricevuto notizia dell'informativa che abbiamo chiesto al Ministro Nordio che ha definito, in quanto Ministro della Giustizia in carica, para-mafiosi i magistrati che compongono il CSM (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e MoVimento 5 Stelle).

Non abbiamo ancora ricevuto notizia dell'informativa urgente che abbiamo chiesto al Ministro Nordio rispetto alle parole che sono state dette dal suo braccio destro, la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Credo che le conosciate tutti, ma lo ripetiamo, perché credo che in quest'Aula ci sia un certo sbigottimento non soltanto da questa parte dell'emiciclo, ma anche dall'altra parte dell'emiciclo, a non vedere quella persona fare un passo indietro e neppure scusarsi (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), perché quello che abbiamo letto ieri grida vendetta, penso anche per un semplice senso delle istituzioni. Non solo non ci sono state scuse, c'è stata addirittura la rivendicazione di quanto era stato detto. E voglio ribadire che è stato detto che con il “sì” si toglie di mezzo la magistratura.

Presidente, penso che queste siano parole gravissime che avrebbero giustificato il passo indietro e che avrebbero anche giustificato una presa di posizione della Presidente Meloni che ha perso 13 minuti del suo preziosissimo tempo per ricordare agli italiani le ragioni, non tutte veritiere, per votare “sì”, ma non ha perso un secondo per prendere le distanze e dissociarsi da quelle parole che sono gravissime - gravissime - per la magistratura tutta, per i magistrati che hanno sacrificato la loro vita in nome delle istituzioni (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista), per quei magistrati che vengono ricordati spesso a sproposito e che non vengono ricordati nel modo in cui è giusto che vengano ricordati, soprattutto da una magistrata e soprattutto se lo fa in Sicilia (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra e di deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

Perché questo è il fatto più grave, perché questo è il motivo che avrebbe giustificato il passo indietro, perché questa è la gravità delle parole che sono state dette. Ed è questa la gravità della mancata dissociazione da parte della Presidente del Consiglio e anche del Ministro Nordio, che sembra quasi sfiorare il ridicolo quando pensa di giustificare parole che sono inaccettabili da parte di chiunque le pronunciasse, e che sono non solo inaccettabili, ma intollerabili, se le pronuncia una persona che oggi occupa un ruolo importante all'interno del Ministero della Giustizia.

Presidente, attendiamo con ansia quell'informativa per difendere la libera informazione, per difendere l'autonomia e l'indipendenza della magistratura, ma - me lo faccia dire - anche per difendere la dignità di questo Parlamento, che è stato calpestato troppe volte in queste settimane (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra) e per il quale non si è alzata la voce di nessuno dall'altra parte dell'emiciclo per difendere la nostra dignità, il nostro lavoro, la nostra posizione e - perché no - anche il nostro Paese (Applausi dei deputati dei gruppi Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista e Alleanza Verdi e Sinistra).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Bignami. Ne ha facoltà.

GALEAZZO BIGNAMI (FDI). Grazie, Presidente. Innanzitutto mi permetto di annunciare, rispetto alla richiesta dell'onorevole Costa, le valutazioni positive, quindi aderiamo, Presidente. Mi permetto anche di evidenziare - non che lei ne abbia bisogno - che, in un'analoga circostanza in cui io ritardai nell'affermare che ci esprimevamo a favore di una richiesta di informativa urgente, lei giustamente mi riprese. Mi permetto di dirlo, perché credo che il Presidente Mule' - e lo dice chi venne ripreso dal Presidente Mule' - abbia svolto, allora ed ora, in maniera del tutto equanime, il proprio ruolo (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista). E lo dico contro i miei interessi.

Però, visto che mi pare che qui qualcuno evochi delle Repubbliche fondate sulle procure, partirò con delle pregiudiziali di rito. La pregiudiziale di rito è, evidentemente, nel fatto che ho sentito dei colleghi richiamare gli eventi avvenuti due giorni fa con le parole della capo di gabinetto, li ho sentiti riecheggiare quest'oggi. Mi sembra che la richiesta di informativa dell'onorevole Costa fosse dettagliata rispetto alle parole del procuratore Gratteri, che, a capo della procura più grande d'Europa, evoca un qualche cosa che credo non dovrebbe far piacere a nessuno di noi, perché gettare la rete è un'espressione maldestra.

Passando dalle pregiudiziali di rito alle preliminari di merito, mi permetto anche di dire che ho apprezzato le parole della collega Serracchiani. Credevo ricordasse quando era a favore della separazione delle carriere (Applausi dei deputati dei gruppi Fratelli d'Italia e Lega-Salvini Premier e di deputati del gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), della terzietà e dell'imparzialità del giudice, però non voglio rubarle l'intervento. Credo che però avesse ragione allora e quindi - noi riconosciamo quando dei colleghi del PD hanno ragione - aveva ragione, onorevole Serracchiani: la terzietà e imparzialità del giudice è un tema ineludibile. Quindi, vede che noi sappiamo dar ragione all'avversario.

Al riguardo, ci permettiamo anche di valutare con attenzione le parole dell'onorevole Grimaldi, che - garantisco - pondereremo, perché, quando dice che il Presidente del Consiglio si è cimentato in sassaiole, a noi non sembra, ma, detto da chi va a fianco durante le manifestazioni di chi davvero le sassaiole le fa (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati dei gruppi Lega-Salvini Premier e Forza Italia-Berlusconi Presidente-PPE), essendo lui esperto in materia, forse il tema effettivamente bisogna porselo. Già che c'è, onorevole Grimaldi, visto che c'era, ha dato un contributo a individuare chi ha preso a martellate il poliziotto o ha preferito dirlo al procuratore Gratteri in privato (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia e di deputati del gruppo Lega-Salvini Premier - Commenti dei deputati del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra)?

Venendo al merito, riteniamo doveroso partire dalla solidarietà nei confronti del direttore Cerasa e di tutto Il Foglio, però vogliamo anche dire una cosa, e lo diciamo noi stessi: il Parlamento non crediamo sia stato calpestato o umiliato, perché, grazie al cielo, le istituzioni sopravvivono a tutti i presenti oggi e al dibattito politico, e così la Costituzione. Noi assistiamo a prese di posizione di opportunismo rispetto al tema del referendum, legittime, ma, nel merito, tanti colleghi di sinistra si erano espressi a favore dei temi della riforma. Allora, noi comprendiamo che ci sia la volontà di usare questo tema per dare una spallata al Governo, uso le espressioni del presidente del PD Bonaccini, con cui ha, appunto, detto che è importante infliggere la prima sconfitta al Governo Meloni. Noi facciamo un altro ragionamento - è legittimo il vostro, chiediamo il riconoscimento della legittimità del nostro -, cioè di fare una riforma che serve agli italiani (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia). E a dirlo non siamo noi, ma i tanti esponenti di sinistra che in passato l'hanno detto. Per questo riteniamo che dire dopo il referendum getteremo una rete sia qualche cosa che dovrebbe inquietare tutti.

Allora va bene il dibattito politico, va bene il confronto, va bene anche accendersi nei toni, ma, se davvero volete preservare l'istituzione, dovreste anche guardare questo tipo di atteggiamento, che credo meriterebbe un po' di attenzione da parte di tutti noi (Applausi dei deputati del gruppo Fratelli d'Italia - Commenti di deputati del gruppo Partito Democratico-Italia Democratica e Progressista).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Auriemma. Ne ha facoltà.

CARMELA AURIEMMA (M5S). Grazie, Presidente. Ho una domanda - per suo tramite - per la collega Matone, perché abbiamo ascoltato. Ci chiediamo se quello che ha conferito in quest'Aula può essere detto pubblicamente o sono le cose che vi dite voi in privato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle)? Ma veramente stiamo facendo? Avete avvelenato i pozzi. E ora adesso…

PRESIDENTE. Perdoni, onorevole Auriemma, sempre la premessa, se...

CARMELA AURIEMMA (M5S). Mi associo alla… certo che ci associamo…

PRESIDENTE. No, perché sennò poi…

CARMELA AURIEMMA (M5S). Mi associo, perché noi aspettiamo che il Ministro Nordio venga qui e la prima cosa che faccia sia chiedere scusa per le parole oltraggiose (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle). Quindi questo intervento e questa passione che voi mettete in difesa de Il Foglio, ma senza spendere una parola per le parole oltraggiose, è solo ipocrisia. Quindi noi chiediamo assolutamente che venga Nordio, lo stiamo aspettando, lo abbiamo chiesto, ma vogliamo in primo luogo le scuse, perché lui, più che altro, lui che rappresenta il mondo della giustizia, ha avvelenato i pozzi con delle dichiarazioni infamanti. E sono pubbliche: non oso immaginare quello che vi dite nelle riunioni private (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle), che la stessa collega Matone dice che non possono essere dette.

Quindi non provate ad addossare al procuratore Gratteri la colpa di avvelenare i pozzi. Siete voi che l'avete fatto, con il vostro massimo rappresentante, con delle parole scandalose. Ad oggi non abbiamo avuto una sola parola di distanza rispetto alle dichiarazioni della sua capo di gabinetto. Lo aspettiamo celermente, siamo ancora in attesa di avere una risposta e di avere una dichiarazione pubblica di distanziamento rispetto a questa posizione che ha preso e che ha fatto vergognare tutti quanti noi, perché non è possibile parlare di “plotone di esecuzione”, con un linguaggio violento che voi avete e continuate ad avere, e poi oggi, adesso, fare tutta una pantomima sulle parole del procuratore Gratteri (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare, sullo stesso argomento, l'onorevole Cavo. Ne ha facoltà.

ILARIA CAVO (NM(N-C-U-I)M-CP). Grazie, Presidente. Dico subito che mi associo, così lo dico in maniera chiara. Parlo da parlamentare del gruppo di Noi Moderati, che ovviamente non ha lasciato inascoltate le parole del Presidente della Repubblica e ha ritenuto e ritiene che ci sia necessità di abbassare i toni e di affrontare il dibattito su questa riforma nel merito.

Purtroppo, quello che abbiamo ascoltato anche dall'opposizione in Aula questa mattina non è un abbassamento dei toni, è un ribadire concetti che non attengono a quella che è la richiesta che è stata posta oggi in Aula. Non stiamo dibattendo sul concetto errato che continuate a proclamare nel contrastare questa riforma e che sarebbe l'assoggettamento della magistratura al potere esecutivo. Non è questo il tema - perché avremmo argomentazioni, e parla la legge, parla la riforma -, il tema è se assoggettare la libera stampa alle parole che sono state pronunciate oggi e se sono parole che hanno necessità o meno di una spiegazione.

Allora, parlo anche con la parte giornalistica che ho - questo è il mio mestiere, questa è la professione da cui provengo - e ritengo, anche da giornalista e per la parte giornalistica che posso rappresentare, che queste parole, “faremo i conti” e “tireremo la rete”, siano parole che debbano essere capite, chiarite e contestualizzate.

Non possono essere lasciate cadere, come mi sembra di capire, l'opposizione sta facendo, mischiando concetti e altri ragionamenti. Il punto è se ci associamo a questa richiesta; mi associo con il mio gruppo alla richiesta che è stata fatta, sperando che arrivino delle spiegazioni molto chiare con una presa di distanze da quella che appare l'interpretazione attuale e nell'auspicio che anche quello che Il Foglio sta chiedendo - l'intervento dell'Ordine dei giornalisti e della Federazione nazionale della stampa - arrivi, perché sicuramente in questo momento da parte e nei confronti di quella redazione, del direttore e dei giornalisti non può che arrivare, in attesa di ulteriori spiegazioni, solidarietà. Quindi, associazione da parte del mio gruppo alla richiesta che è stata avanzata.

PRESIDENTE. Se su questo argomento non c'è nessun altro, mi pare di capire che i gruppi siano intervenuti, andiamo avanti con i nostri lavori.

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