A Montecitorio
Destra e sinistra unite per il "Sì", ma Giachetti (Iv): "Da Bartolozzi a Nordio, così si perde"
Alla Camera nasce l'intergruppo dei deputati che voteranno a favore del referendum. Presenti FdI, Azione, Italia Viva, Libdem, +Europa e il Pd con Stefano Ceccanti. All'appello mancano Lega e Forza Italia. E Mollicone (FdI) difende la capo di gabinetto: "Si è scusata, caso chiuso"
"Stiamo parlando della separazione delle carriere. Il centrodestra sta facendo di tutto per farci perdere il referendum: la Bartolozzi è l'ultima, mandiamola a fare una vacanza e facciamo parlare Gratteri, cosi siamo tutti più tranquilli!". Si apre con ironia e polemica la conferenza stampa alla Camera per presentare la nascita dell'intergruppo parlamentare dei deputati schierati per il "Sì" alla riforma della giustizia. Il primo a parlare è Roberto Giachetti, di Italia Viva, che bacchetta l'organizzatore dell'iniziativa, Federico Mollicone, proprio sull'ultimo caso che ha infiammato la campagna elettorale: le parole della capa di gabinetto del ministro Nordio Giusi Bartolozzi, che nel weekend ha paragonato i magistrati a un "plotone di esecuzione".
Dopo la conferenza stampa l'esponente di FdI ha risposto a una domanda in merito alle parole della magistrata: "Nordio si è scusato, il caso è chiuso". E sempre sull'ultima polemica è intervenuto anche il deputato di Azione Ettore Rosato: "Tutta la polemica che si è costruita sopra è lì solo perché oggi funziona cosi invece di parlare del sì o del no parliamo delle cazzate che diversi personaggi dicono in televisione".
A intervenire è stato anche il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova: "Se proprio dobbiamo scegliere questa è una riforma più di sinistra che di destra", ha detto. E ha ammonito di nuovo la maggioranza: "Bisognerebbe che i sostenitori del 'sì' facessero vera campagna elettorale per il 'sì', senza continuare ad alzare la palla fino a fare autogol, come è successo ieri con Bartolozzi".
Nel corso della conferenza Mollicone è stato quindi accerchiato dagli esponenti delle opposizioni presenti, e a spalleggiarlo è stato solo il collega di FdI Emanuele Lo Perfido. Non c'erano, infatti, altri esponenti della maggioranza. Rispondendo a una domanda del Foglio è stato proprio lo stesso Mollicone a confermare che nessun parlamentare di Forza Italia e della Lega ha aderito all'intergruppo, e non è chiaro se lui ha organizzato l'iniziativa rappresentando l'intera coalizione. "Siamo circa una decina, altri stanno aderendo. I gruppi sono presenti per rappresentanza, l'intergruppo vuole essere aperto a Camera e Senato, agli ex parlamentari e agli addetti ai lavori", ha detto sempre Mollicone.
A moderare l'incontro è stato Luigi Marattin, ex renziano ora leader del Partito liberaldemocratico: "Considero questa una grande riforma liberale, completamento di una riforma che iniziò un partigiano antifascista, rinchiuso dai fascisti a via Tasso. Una riforma che dà la certezza al cittadino che chi lo giudica non ha nulla a che fare con chi lo accusa, un cardine delle democrazie liberali", ha spiegato intervenendo all'apertura dei lavori.
Assenti, infine, esponenti sia del Movimento 5 stelle che di Alleanza Verdi e sinistra. Per il Partito democratico invece, presente l'ex onorevole Stefano Ceccanti. "Riguardo alla posizione del mio partito dico che va contro a quella di chi lo ha fondato, poi ognuno vota secondo la sua coscienza come sempre", dice al Foglio. Lui è uno dei (pochi) dem che fanno parte del gruppo "sinistra per il Sì".