(foto Ansa)

energia e governo

Meloni vuole le accise mobili ma il decreto in Cdm slitta. I conti del Mef e la cabina di regia al Mimit

Luca Roberto

Il governo vuole accelerare sulle misure per abbassare i prezzi dei carburanti (ma il pacchetto non dovrebbe essere discusso nel Consiglio dei ministri in programma oggi). Potrebbe saltare anche il Piano casa

Sull’energia e sul prezzo dei carburanti, bisogna accelerare. E’ questo l’obiettivo che Giorgia Meloni ha comunicato al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Ma anche al titolare del Mef, Giancarlo Giorgetti, il più cauto sull’introduzione dell’accisa mobile per far abbassare il prezzo del carburante. Ieri pomeriggio al Mimit si è tenuta la cabina di regia che monitora l’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi. Il prodromo al Consiglio dei ministri in programma oggi, dove però con ogni probabilità le accise non entreranno. Le opposizioni chiedono alla premier di parlarne in Aula domani: “Pronti a confrontarci”. (Roberto segue a pagina tre)

Partiamo dalla cronaca. Al ministero delle Imprese e del Made in Italy ieri c’è stata la cabina di regia della Commissione di allerta rapida sui prezzi dell’energia, guidata dal ministro Urso. Tra i presenti anche il Garante per la sorveglianza dei prezzi, ma anche rappresentanti della Guardia di Finanza, a cui il governo già nel 2023 aveva assegnato compiti di sorveglianza sui prezzi. A riprova del fatto che nel mirino continuano a esserci ancora i distributori “speculatori”. E infatti, riferisce chi ha preso parte al vertice, l’incontro ha avuto natura operativa, con un occhio puntato su un paio di operatori di cui sarebbero stati segnalati prezzi sistematicamente più alti della media. Si sono discussi anche i “margini” dell’accisa mobile. Offrendo soluzioni al governo. Un nuovo incontro della cabina di regia è stato convocato per domani.

Sull’adozione dello strumento dell’accisa mobile non sembrano esserci particolari dubbi all’interno della maggioranza. “E’ una soluzione utile e doverosa. Un meccanismo peraltro già previsto dal nostro ordinamento”, dice il responsabile Energia di Forza Italia Luca Squeri. Secondo cui è una misura “urgente, anche se ovviamente non risolve il macro problema”. E anche dalla Lega ne hanno proposto l’adozione con specifici emendamenti al decreto Bollette. Per poter destinare l’aumento del gettito Iva alla riduzione dei prezzi del carburante, però, serve un nuovo decreto che aggiorni quello adottato nel 2023, secondo cui il taglio del prezzo può “essere adottato se il prezzo del carburante aumenta, sulla media del precedente bimestre, rispetto al valore di riferimento”, quello stabilito dall’ultimo Def (che vede il valore Brent fissato a 66,11 dollari al barile. In questi giorni quel valore ha superato i 90 dollari). “Ma siccome qui i prezzi cambiano molto più rapidamente, dobbiamo individuare un intervallo molto più corto del bimestre”, notano dal governo. L’Ue intanto ieri durante una task force ha fatto sapere che non ci sono “rischi per l’approvvigionamento” energetico.

Il fatto che la premier Meloni ne avesse parlato durante il weekend lasciava presagire un approdo della norma (che dovrebbe essere di natura interministeriale, non solo Mef ma anche Mimit e Mase) nel Consiglio dei ministri in programma quest’oggi. Solo che anche ieri dalle parti di Via XX Settembre, dove si stanno facendo i conti, minimizzavano lo scenario. A sostegno di uno slittamento della misura c’è che il titolare dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, uno dei ministri più coinvolti, è volato a Parigi per un summit sul nucleare e non prenderà parte alla riunione di governo. Ma rischia di slittare anche il primo pacchetto da circa un miliardo per dare attuazione al Piano casa.

Il dossier carburanti, a ogni modo, viene considerato prioritario dal ministro Giorgetti, che ieri è intervenuto sulla materia al termine dell’Eurogruppo a Bruxelles: “Il costo dell’energia per noi distrugge il potere d’acquisto delle famiglie e altera la competitività delle nostre imprese. L’Italia è leader in Europa per produzione manifatturiera ma non ha indipendenza energetica: un mix che in momenti di crisi come quelli che stiamo vivendo diventa pericoloso. L’instabilità energetica mette a rischio non solo la competitività delle nostre aziende ma anche la nostra sicurezza economica”, ha spiegato Giorgetti. Che poi si è detto preoccupato dal possibile rialzo dei tassi della Bce per combattere l’inflazione.

 

Mentre insomma si cerca di far quadrare il contenuto del decreto (con possibili ulteriori modifiche all’ultimo dl Bollette, visto che secondo alcune stime la guerra in Iran rischia di causare alle aziende italiane rincari per circa 10 miliardi di euro) le accise mobili sono diventate anche un terreno di confronto tra maggioranza e opposizione. Questo perché, sempre Meloni, aveva riconosciuto a Schlein la possibilità di accoglierne la proposta. Così, nelle comunicazioni della premier in programma domani in Parlamento, oltre alla situazione in medio oriente il Pd vorrebbe che si mettesse a tema anche la questione energetica. “Ci auguriamo che almeno su questo Giorgia Meloni voglia confrontarsi”, ha detto ieri il capogruppo al Senato del Pd Francesco Boccia. Mentre Renzi attacca: “Il primo speculatore è il governo che ha aumentato le accise nell’ultima legge di Bilancio”. Il Pd intanto, in alcuni emendamenti al dl Bollette, chiede di estendere le accise mobili anche al gas.

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  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.