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Meloni equilibrista sull'Iran: "Non condivido, né condanno”. E studia le accise mobili contro il caro benzina

"Al netto del premier spagnolo nessuno in Europa ha condannato l’iniziativa di Trump", dice la premier, che prepara anche le misure per gestire i riflessi interni del conflitto. Con il brent sopra i 100 dollari e il diesel al massimo al 2022, il consiglio dei ministri di domani dovrebbe intervenire sui carburanti con un taglio delle accise

Alla vigilia del consiglio dei ministri che dovrebbe intervenire sulle accise dei carburanti, il brent è salito oltre i 100 dollari al barile arrivando a sfiorare i 111 dollari, con un aumento di quasi il 20 per cento rispetto ai 90 dollari di pochi giorni fa. Il governo segue l'evoluzione con attenzione. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta ieri sera in televisione, ha spiegato che l’esecutivo sta valutando diverse misure per contenere l’impatto sui cittadini: “Sulla benzina stiamo valutando il meccanismo delle accise mobili, viene anche richiesto da parte dell’opposizione, stiamo studiando da qualche giorno il meccanismo”, ha detto Meloni.

Sul piano politico e diplomatico, Meloni ha delineato una linea di prudenza e di allineamento con i paesi europei, evitando una condanna diretta dell'operazione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran ma sottolineando anche la crisi totale delle regole internazionali. “Condivido quello che ha detto il ministro Crosetto, noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale”, ha detto la premier. Allo stesso tempo ha escluso un coinvolgimento diretto dell’Italia nel conflitto: “Non ho elementi necessari per prendere una posizione categorica, ma al netto del premier spagnolo nessuno in Europa ha condannato l’iniziativa e nessuno sta prendendo parte al conflitto”. E ancora: “Confermo quello che ho detto, l’Italia non è parte del conflitto, non intende essere parte del conflitto… ci stiamo limitando a rafforzare la nostra presenza nei Paesi del Golfo… ma solo a scopo difensivo”. Parole che riflettono il tentativo di mantenere una posizione equilibrata tra l’alleanza con Washington e la linea prudente seguita da gran parte dei partner europei.

Tornando al fronte economico interno, il governo teme che l’impennata delle quotazioni del greggio possa produrre un'ulteriore aumento dei prezzi alla pompa e in secondo luogo dell’inflazione. Per questo l’esecutivo ha già attivato strumenti di monitoraggio della filiera dei carburanti e una task force con la Guardia di finanza per individuare eventuali comportamenti speculativi. “Sono determinata per evitare che la speculazione sfrutti la crisi sulla pelle delle famiglie e delle imprese”, ha detto Meloni, avvertendo anche che “quando dovessi avere evidenza di atteggiamenti speculativi” il governo potrebbe “aumentare le tasse alle aziende responsabili e rimettere i soldi sulle bollette”.

Ma al netto della presunta speculazione, i prezzi dei carburanti sono aumentati tanto quanto le quotazioni. Il brent, nota il giornale specializzato Staffetta Quotidiana, non superava i 100 dollari da luglio 2022 mentre il gasolio è arrivato a toccare il picco massimo dal 16 novembre 2022 e la benzina dal 12 luglio 2024, complice anche l'indebolimento dell'euro sul dollaro. I riflessi alla pompa sono evidenti, con la benzina al massimo da quasi un anno e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022, quando era ancora in vigore lo sconto sull'accisa introdotto dal governo Draghi il 22 marzo 2022 e mantenuto fino a fine anno. 

Il tema dovrebbe arrivare già sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri, previsto per domani. Tra le misure allo studio c’è soprattutto il meccanismo delle cosiddette accise mobili, utilizzato solo anche dal governo Prodi II, con Pier Luigi Bersani al ministero dello Sviluppo economico. Il governo Meloni lo ha ritoccato nel 2023 e il sistema prevede che quando il prezzo dei carburanti cresce oltre determinate soglie si possa ridurre temporaneamente l’accisa – cioè la tassa fissa applicata su benzina e gasolio – utilizzando il maggior gettito Iva generato proprio dall’aumento dei prezzi. In questo modo lo stato restituisce ai consumatori una parte delle entrate aggiuntive, attenuando l’effetto dei rincari alla pompa. L’eventuale attivazione dell'accisa mobile dipenderà dall’andamento dei mercati nelle prossime settimane e dall’evoluzione della crisi internazionale che sta scuotendo il mercato globale dell’energia. Ma la rapida evoluzione dei prezzi potrebbe rendere necessario intervenire sul funzionamento del meccanismo previsto oggi, che alle condizioni attuali avrebbe un impatto per pochi centesimi.

 

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