Ansa
la contestazione
Calenda come Fiano: alla Ca' Foscari riappare il gesto della P38. "So ragazzi", dice il senatore
A Venezia il collettivo "sumud" contesta la presenza del leader di Azione all'università: "I partiti ci fanno schifo, così come la democrazia liberale. Fuori Calenda dall'università". E lui risponde su X: "Non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati"
Dopo Emanuele Fiano, anche Carlo Calenda. All'università Ca' Foscari di Venezia va in scena una nuova contestazione, rivendicata dal "collettivo.sumud", stavolta contro il leader di Azione. Ad ottobre era toccato all'ex deputato Pd e presidente di "Sinistra di Israele" Fiano , al quale era stato intimato di uscire dall'aula. La contestazione è durata in realtà pochi minuti, durante i quali è comparso uno striscione che recitava la scritta "Fuori Calenda & Futura dall'università", l'associazione che ha organizzato l'incontro e che organizzò quello con Fiano, ma soprattutto il gesto della P38, simbolo della violenza armata.
Nel post pubblicato dal collettivo sumud si legge: "In un momento in cui la democrazia liberale svela il proprio volto, fatto di bombe sganciate sulla popolazione iraniana da quei fari di democrazia che sono gli Usa e Israele (e tutta quella cricca che sguazza negli Epstein files), ci sembra assurdo vedere partiti che provano ad entrare in università". Per questo l'attacco al senatore di Azione: "Data la poca importanza di Calenda nel mondo, e vista la tristezza di chi fa parte di Azione, non volevamo perdere troppo tempo a contestare sta gente. Però i partiti ci fanno schifo, così come la democrazia liberale che difendono, e quindi eccoci di nuovo presenti".
Nel mirino del collettivo c'è anche l'associazione studentesca Futura. "Se la guerra è il presente, guerra alla guerra, guerra al futuro, ma anche a Futura", è infatti la conclusione del post pubblicato sui social. "Un clima di questo genere contribuisce inevitabilmente ad alimentare la disincentivazione alla partecipazione alla vita pubblica. L'università è e deve restare un luogo di libertà, pluralismo e confronto, dove l'espressione di una posizione non dia luogo a minacce o tentativi di intimidazione", è la posizione di Futura, che invita a moderare i toni.
Secondo Calenda, non è necessario farne "una questione". "Erano due ragazzi (di numero) che hanno sbagliato il cartellone - scrive sul suo profilo X - non gli funzionava il megafono, blateravano cose incomprensibili e quando li ho invitati a esprimersi in lingua italiana al microfono si sono dileguati. So ragazzi".
L'incontro a Venezia rientra nel progetto "Calenda on Campus", un tour delle università italiane per confrontarsi con gli studenti. Eventi che gli hanno creato più di qualche tensione in passato, come la contestazione avuta all'Università Statale di Milano o quella alla Sapienza di Roma.