La nuova presidente Ucei Ottolenghi fa visita al presidente Mattarella in compagnia della predecessora Di Segni (foto Ansa)
la prima intervista
Ottolenghi (Ucei): “Bene il ddl antisemitismo. Le opposizioni? Singolare non averlo sostenuto"
La nuova presidente dell'Unione delle comunità ebraiche: "La legge è un primo passo. Continueremo ad auspicarci una maggiore convergenza. La definizione Ihra è quella che ha il maggior credito istituzionale. Nelle università e con la scuola lavoreremo per superare pregiudizi antiebraici"
“Siamo molto soddisfatti, anche perché a fronte dei dati sull’antisemitismo che abbiamo sentito ieri nel rapporto della fondazione Cdec, la situazione è preoccupante e non credo il trend sia destinato a calare, almeno nel breve periodo”. Lo dice, parlando al Foglio, la presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), Livia Ottolenghi. Ieri il Senato ha approvato con 155 sì, 24 no e 21 astensioni, il ddl per il contrasto all’antisemitismo. “Sono ancora provata dalla seduta, devo ancora abituarmi ai tempi parlamentari”, scherza Ottolenghi nella sua primissima intervista dall’inizio del suo mandato alla guida dell’Ucei. “Questa legge è il frutto di una sensibilità che le istituzioni hanno dimostrato di avere. Ovviamente avremmo gradito una convergenza ancora più ampia, ma l’importante è che sia un risultato molto netto”. M5s e Avs hanno votato contro, il Pd (a eccezione di Graziano Delrio e altri cinque senatori) si è astenuto. C’è un po’ di rammarico per aver fatto valere posizionamenti politici a uno spirito unitario? “Più che le divisioni partititiche, che sono leggibili, dico che quella che stiamo vivendo è una fase in cui dividersi su una legge che contrasta l’antisemitismo è quantomeno singolare”, risponde Ottolenghi. “Però nel dibattito a cui abbiamo assistito ci sono state posizioni interessanti. E tutti coloro che hanno presentato delle proposte, condivisibili o meno, hanno espresso una sensibilità sul tema. Poi, la volontà di arrivare a un risultato è stata prevalente e secondo me questo è apprezzabile. Il fatto che ci sia stato un dibattito molto acceso da una parte ci dice che un problema c’è. Dall’altro però è rassicurante: vuol dire che il tema è sentito. L’antisemitismo infatti non è un problema solo per gli ebrei, è un problema generale della società”.
Le opposizioni, argomentando i loro no, si sono scagliate ancora una volta contro la definizione di antisemitismo dell’Ihra. “Quella definizione è stata adottata ai fini dell’applicazione della legge. E nell’ambito della definizione ci sono questi esempi o indicatori, come li ha chiamati il legislatore, che sono degli esempi importanti, all’interno dei quali però si sottolinea sempre il diritto di critica alle azioni del governo di Israele, purché ovviamente non si utilizzino dei cliché antisemiti”, aggiunge a tal proposito la presidente Ucei. “Visto che viviamo in un paese libero e abbiamo il diritto di critica su tutto, è ovvio che abbiamo il diritto di critica anche sul governo israeliano e su gli altri governi di tutti i paesi del mondo, per cui non credo ci fosse bisogno di specificare”. Anche sulla preferenza della dichiarazione dell’Ihra rispetto a quella di Gerusalemme Ottolenghi fa notare come sia “stata il frutto di un importante lavoro intergovernativo. E’ già stata adottata dall’Italia, all’epoca del governo Conte II, e fa capire il lavoro istituzionale che c’è dietro”.
Un altro capitolo previsto dal ddl è il lavoro di prevenzione fatto a livello di scuole, università. Sfida ancor più sentita da Ottolenghi che è docente ordinaria di odontoiatria alla Sapienza di Roma. “Questa legge come ho già avuto modo di dire è un punto di partenza. E tutto il lavoro educativo e di formazione che sarà fatto a livello scolastico e universitario avrà un ruolo sostanziale. Cito, a tal proposito, quel che ha detto il coordinatore per la lotta all’antisemitismo Angelosanto, che ha parlato di una diminuzione dei casi di antisemitismo nel mondo sportivo. Credo sia un buon esempio da cui trarre spunti”. L’attenzione sulle università italiane, a ogni modo, deve restare massima, soprattutto con le tensioni in medio oriente che rischiano di rinfocolare gli animi e creare nuove insidie agli studenti di religione ebraica. “Certamente sono preoccupata, ma anche attenta”, dice Ottolenghi. “Penso che tutte le iniziative che possano aiutare a superare pregiudizi e difficoltà all’interno del mondo universitario siano benvenute. Lavoreremo con le università affinché queste situazioni possano essere gestite al meglio”.
Nel suo mandato la presidente si pone tra gli obiettivi quello di “rappresentare tutte e 21 le comunità ebraiche italiane. Già oggi all’interno della governance sono rappresentate tutte le componenti del Consiglio. E poi sicuramente far conoscere meglio l’ebraismo italiano, cercando di abbattere i pregiudizi”. In previsione del passaggio del ddl antisemitismo alla Camera, vuole fare un ulteriore appello per una convergenza ancora più ampia? “L’auspicio è quello. In più, parallelamente alla legge, mi auguro che tutte le altre iniziative sul tema siano coerenti con lo spirito che l’ha animata”.