L'intervista
Mimmo Lucano: "Voterò No ma con tormento. Contro di me giudici corrotti"
Il sindaco di Riace: "Voterò No contro Meloni, ma senza entusiasmo e non farò campagna elettorale"
“Sono tormentato, lo ammetto”. Onorevole Lucano, cosa la tormenta? “Chiamami Mimmo, per favore, e dammi del tu”. Mimmo, cosa ti tormenta? “Votare No al referendum. Mi tormenta e mi turba”. Perché? “Sia chiaro: io lo farò. Voterò No contro questa destra...” Ma? “Ma per la mia vicenda personale, confesso che mi richiede uno sforzo enorme”.
Il sindaco di Riace, oggi anche eurodeputato di Alleanza Verdi e Sinistra, rivela al Foglio il suo patimento. “Io sono stato vittima di un grande equivoco giudiziario – dice – ma al tempo stesso orchestrato consapevolmente. Sono stato vittima di magistrati che mi hanno imbrogliato. Che hanno giocato con me. Che si sono detti: ‘Quest’uomo va fermato’”.
Mentre ci parla, Lucano è in autostrada, diretto a Roma, per la presentazione de La giustizia e il caso Riace. “Se dovessi fare riferimento alla mia storia, dovrei dire che l’aspetto mediatico conta moltissimo. Forse più di tutto. E che spesso si traduce nell’evoluzione delle carriere dei giudici”. Perché voterai No, allora? “Perché ‘giustizia’, per quanto mi riguarda, significa anche stare dalla parte giusta”. E dunque a sinistra. “Significa essere contro questa destra, certo. La destra di quei quattro”. Quei quattro, chi? “Meloni, Salvini, Piantedosi, Tajani. La mia coscienza mi porta a crociare No. Ma lo farò senza entusiasmo, ecco. E ovviamente senza fare campagna elettorale”.
La tua parte politica sa della tua angoscia? “Dirò queste stesse parole alla presentazione di oggi con Luigi Ferrajoli, Luigi Manconi e il mio avvocato Andrea Daqua”. Parlerete di Riace? “Di Riace e del fatto che esistono tanti giudici corrotti. Intrecciati con la massoneria”. Convitata di pietra. Il pm Nino Di Matteo sostiene che voteranno per il Sì proprio i massoni. Prima di lui, l’ha dichiarato Gratteri. “Guarda, io dico solo questo: ho subito un inganno, una mistificazione di uomini in malafede”. I magistrati. “E dopo di loro, anche di voi giornalisti”. A cosa ti riferisci? “Al fatto che la stampa si senta al di sopra di tutto e segua logiche opportunistiche. Il mio pensiero, durante i processi, non era tanto agli otto o dieci anni di condanna. Mi tormentavano loro! Anzi voi! La presenza di chi forma l’opinione pubblica, che poi influenza l’esito del processo. L’incontro tra magistrati e giornalisti, spesso, mette la giustizia sotto i piedi”. Già. “Quando ce ne accorgeremo, sarà tardi”. C’è chi sostiene che un giudice terzo – o ancora più terzo – possa segnare l’argine alle procure che esondano sui media. Tu che ne pensi? “Io spero in un giudice sempre più terzo!”. Ma? “Ma voterò No. Perché se fosse per chi ha promosso la riforma, mi avrebbero già condannato all’ergastolo”. Addirittura. Un voto anti Meloni, dunque. “La destra è soltanto cattiveria. La destra ci fa vivere nella tristezza. E poi Meloni, Salvini, Piantedosi e Tajani non rispettano i diritti umani. Basta vedere i lager albanesi che piacciono tanto alla nostra presidente del Consiglio...”. A irritarti ultimamente è stata la bocciatura del gemellaggio di Riace con Gaza. E’ così? “Sì. Per me Gaza è la madre di tutte le battaglie. Il 24 dicembre scorso mi è arrivata una nota firmata dalla Meloni e da Roberto Calederoli. Mi accusavano di essere simpatizzante di Hamas. Peccato per loro, però, perché mai potranno fermare il gemellaggio che ho in mente”. Non ti arrendi? “No. La destra è il male e lo è sempre, ovunque. Anche in queste ore in Iran”. I ragazzi iraniani pare la vedano diversamente, però. “I ragazzi iraniani pagano le spese di questo mondo dominato dagli Stati Uniti e da Israele”. Il grande e piccolo Satana? Anche per te? “Che posso dire?! Trump e Netanyahu sono l’espressione del male a tutti i livelli! I protagonisti di una tragedia senza precedenti! Io combatto tutto questo facendo il sindaco. Oggi, per dire, si deciderà in merito alla mia decadenza. Ma è bene sappiano che non mi piegheranno”. Per questo non voterai Sì. “Certo. Anche se mi piacerebbe molto sapere cosa ne penserebbe il mio avvocato, che ora non c’è più”. Antonio Mazzone, che ti difese gratuitamente. “Lui era un esponente della borghesia. Di quella borghesia non deviata. Non mafiosa”. Ancora. Facciamo fatica. Secondo il teorema di Gratteri, comunque, sarebbe stato per il No. “Penso che avrebbe votato No, esatto. Pur facendo un grande sforzo. Lo stesso che dovrò fare io. Perché la giustizia, in Italia, è un grande equivoco”.