Ansa
Il racconto
Meloni al Colle. Tajani e Crosetto: "Aiuti ai paesi del Golfo". L'accelerata del governo. Il Pd "lima" la risoluzione
La premier e Crosetto relazionano a Mattarella sulla guerra in Iran. Oggi informativa dei due ministri. Pronti a inviare Samp-T ma si ipotizza anche l'uso delle basi. Il dilemma dem che vuole la condanna del governo a Trump. Si tenta un testo comune M5s-Pd-Avs
La guerra in Iran avanza e la sinistra “lima”. Meloni va da Mattarella. I paesi del golfo chiedono aiuto all’Italia e il governo è pronto a offrirlo. Guido Crosetto e Antonio Tajani si presentano oggi alle Camere, chiedono un voto in Parlamento. Annunceranno che l’Italia farà la sua parte e che darà quello che può dare ai paesi attaccati dal regime iraniano. Si tratta di scudi Samp-T ma non solo. Si parla anche di aviazione. Il Pd, dopo l’astensione sull’antisemitismo, il voto viltà, rischia un’altra figura da Don Abbondio a Teheran. E’ prevista una risoluzione definita “robusta” delle forze di governo, di solidarietà politica, e il Pd deve decidere se dare o negare appoggio ai paesi aggrediti. Schlein vuole una condanna di Meloni a Trump altrimenti è “impossibile votare”. Si prevede un golfo di coscienze tormentate.
L’opposizione non lo prevedeva, la maggioranza si ritrova. In un vertice a Palazzo Chigi con partecipanti Meloni, Tajani, Salvini, Crosetto, Giorgetti, Mantovano e Fazzolari e vertici dell’intelligence, si decide di andare in Aula, spiegare, chiedere un voto. Si fa fronte alle richieste di Qatar, Emirati che hanno bisogno di sistemi antimissili, droni. Tajani incontra il ministro degli Esteri emiratini per tessere una tela negoziale, per lasciare aperta la via diplomatica, più che via un lumino. Alla Camera si inizia a prevedere la richiesta di usare anche la base di Sigonella, oltre agli scudi, ma la sensazione è che ci sia molto di più: aviazione, radar, rifornimenti. L’opposizione si domanda perché “dovremmo dare aiuti a paesi del golfo, ricchi, che possono acquistare armi?”. La risoluzione è custodita da Crosetto ed è dirimente per il Pd. M5s e Avs sono per il “no” universale. Nicola Fratoianni dice che il governo “non ha mai condannato l’aggressione di Trump. La prima cosa che il governo deve fare è condannare. Si deve parlare di questo”.
La posizione del Pd, che può trovarsi presto nella stessa condizione di Meloni, alla guida di un governo, è più difficile. Si lima un testo Pd da sottoporre a M5s e Avs e oggi è prevista una riunione dem. La risoluzione non viene trasmessa neppure ai gruppi parlamentari di maggioranza. Meloni in un suo intervento a Bankitalia, sull’Africa, usa l’espressione “giorni difficili” mentre Tajani ha una telefonata con Rubio. Il governo ha bisogno di mettere in sicurezza gli italiani all’estero e nella telefonata Tajani-Rubio si precisa che l’Italia non sarà aggressiva, vocalmente, con il regime iraniano ma che darà solidarietà politica e militare ai paesi del golfo. Crosetto, che informa Mattarella sulla risoluzione di oggi, spera in voto unitario. Farà un appello all’opposizione per unirsi. Quello che pensa lo affida ai suoi militari. E’ dell’opinione che mentre si parlava del suo viaggio a Dubai, l’Italia non si è accorta che il conflitto si stava allargando. Si inizia a ragionare anche di cosa potrebbe restare dopo la distruzione del regime iraniano: guerre interne, ulteriore destabilizzazione dell’area. In attesa del voto, Meloni si conforta con Mattarella. Oggi è da vedere come votano i leghisti, i numeri in Aula, i ministri presenti. Abbiamo la guerra poco sotto la Sicilia, l’Europa divisa, ma c’è chi attende che Trump porga le sue personali scuse… Il Candido di Voltaire si è spostato a Teheran.