Ansa
Le dichiarazioni
Meloni al Tg5: "Sono preoccupata. La crisi non deve dilagare"
La presidente del Consiglio commenta la situazione in medio oriente dopo l'attacco di americani e israeliani a Teheran: "Questa crisi del diritto internazionale è figlia della guerra in Ucraina. Quando un membro del Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha inevitabilmente attaccato un suo vicino era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos"
"Mi preoccupa il contesto generale, una crisi del diritto internazionale che è inevitabilmente figlia della guerra in Ucraina, quando un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha inevitabilmente attaccato un suo vicino era inevitabile che avrebbe portato a una stagione di caos". Ha parlato così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un'intervista al Tg5 in merito all'attacco di Stati Uniti e Israele in Iran di sabato e alla controffensiva di Teheran. La nuova crisi mediorientale, ha poi aggiunto la premier, soprattutto dopo l'arrivo di droni a Cipro "mi preoccupa ovviamente perché sarebbe stupido ritenere che quello che accade anche lontano dai nostri confini non ci coinvolga. È la ragione per la quale l'Italia si era molto spesa perché si arrivasse a un accordo serio sul nucleare iraniano. Particolarmente in un momento nel quale vacilla il diritto internazionale, noi non possiamo permetterci che l'attuale regime iraniano abbia missili a lungo raggio con testate atomiche. Quell'accordo è fallito e Stati Uniti e Israele hanno deciso di attaccare senza il coinvolgimento dei partner europei".
Nell'intervista la premier ha spiegato cosa sta facendo l'esecutivo: "Attualmente il governo ovviamente è impegnato a dare assistenza alle migliaia di italiani che sono rimaste bloccate particolarmente nei paesi del Golfo. Siamo in contatto con quei paesi, siamo in contatto con i nostri partner europei. L'obiettivo è ovviamente che la crisi non dilaghi, ma penso che nulla possa andare meglio se l'Iran non ferma i suoi attacchi nei confronti dei paesi del Golfo che sono totalmente ingiustificati".
Erano giorni che le opposizioni attendevano una presa di posizione di Meloni sul conflitto in atto ed ora sono arrivate. Intanto però i capigruppo di Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Italia Viva, +Europa e Azione hanno inviato una lettera unitaria ai presidenti di Camera e Senato per chiedere di convocare con urgenza la premier per riferire in Parlamento: "In un frangente di tale gravità è necessario un confronto pieno e trasparente in Aula con il vertice dell’esecutivo, affinché siano chiariti indirizzo politico, scelte strategiche e responsabilità”. Ma le polemiche non finiscono qui. Poche ore prima che Meloni parlasse al Tg5, i ministri della Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani, avevano tenuto un'audizione davanti alla commissioni congiunte Esteri e Difesa del Senato e Esteri della Camera per una informativa urgente sulla situazione in medio oriente. In quell'occasione c'è stato uno scontro tra Tajani e il presidente dei 5 Stelle Giuseppe Conte. Quest'ultimo ha accusato il governo di essere troppo accondiscente con Donald Trump. "A me Trump non mi ha mai chiamato Tony o Antony, a lei lo chiamava Giuseppi. Quindi un rapporto di particolare amicizia ce lo aveva lei", è stata la dura risposta del leader di Forza Italia. Un'altra polemica ha riguardato Crosetto che, il giorno dell'attacco a Teheran, si trovava a Dubai, senza che né il governo né i servizi segreti ne fossero a conoscenza. Il ministro poi si è scusato ed è stata la stessa Giorgia Meloni a difenderlo al Tg5 dicendo che "Crosetto non ha mai smesso di fare suo lavoro".