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l'intervista

"La nuova legge elettorale? Può aiutare i liberali". Parla Rosato (Azione)

Riccardo Carlino

"Non è la nostra legge. Ma il premio di maggioranza lascia spazio alla costruzione di un'alternativa di centro vera, che sarà utile a chiunque governa. Il ballottaggio però è incomprensibile", dice il padre del Rosatellum

"La nuova legge elettorale può portare alla costruzione di un fronte liberale", dice al Foglio Ettore Rosato, vicesegretario di Azione. È sua la legge elettorale attualmente in vigore, il Rosatellum per l'appunto. Quello che il centrodestra si è messo in testa di modificare con un nuovo sistema (battezzato già Stabilicum) senza preferenze sui nomi dei candidati e  un “premio di coalizione” per chi riesce a incassare il 40 per cento dei voti. "Così come impostato, questo premio lascia spazio alla costruzione di un'alternativa di centro vera, che sarà utile a chiunque governa, salvo che non faccia il 48 per cento".

A una prima lettura, però, la legge elettorale del centrodestra sembra consolidare quel bipolarismo tanto odiato dalle forze del (fu) Terzo polo. Come scriviamo qui, sembra pensata da Meloni per avere come rivale Elly Schlein e a Schlein per consacrarsi l’anti Meloni. "Chiaramente non è la nostra legge – spiega Rosato –. Noi siamo per un bel proporzionale puro, non con un premio di maggioranza ma con un premio di governabilità per chi arriva al 50 per cento più uno degli elettori, per garantire maggior stabilità". Desiderio assai arduo da mettere a terra, come ammette Rosato stesso: "Posto che il nostro desiderata non è realizzabile, guardando questa proposta si capisce che ha degli aspetti che consentono agibilità per il centro. Ma non è la legge che avremmo scritto noi"

Secondo il nuovo ddl, al partito o alla coalizione che ottiene almeno il 40 per cento dei voti alle elezioni spetta un premio di 7o seggi aggiuntivi e 35 al Senato è pari a 35 seggi in più. Azione punta a non far arrivare nessuno a quella soglia: "È il nostro mestiere. La nostra battaglia è quella di scardinare il bipolarismo - assicura Rosato -. Vedremo se queste coalizioni arrivano come tali fino alla fine del percorso".

Nel complesso il padre del Rosatellum benedice lo Stabilicum, pur con qualche dubbio: "A me questa cosa del ballottaggio risulta poco comprensibile". Secondo la proposta, infatti, se nessuna lista o coalizione ottiene almeno il 40 per cento dei voti c'è la possibilità di un secondo turno di ballottaggio tra le due liste o coalizioni più votate, per stabilire a chi assegnare il premio di maggioranza. A patto che entrambe le liste o coalizioni abbiano ottenuto al primo turno almeno il 35 per cento dei voti. "Se non c'è nessuno che supera il 40 per cento la cosa più logica è applicare il proporzionale puro – dice Rosato –. In uno scenario di quel tipo vuol dire che gli italiani hanno deciso che il Parlamento deve cercare una soluzione alternativa, che vada a intercettare quelli che sono i partiti più rappresentativi dello schieramento politico". Di sicuro a Rosato piacerebbe molto di più rimanere con l'assetto della sua Rosatellum: "Certo che sì. Preferisco la legge improntata sul proporzionale tedesco con cui sono andato in Parlamento il 7 giugno del 2017, e che fu bocciata dai franchi tiratori del Pd e dal Movimento 5 Stelle". 

Che passi o meno, la strada di Azione è già scritta. "Faremo un Terzo polo. Ci presenteremo con la nostra lista in alternativa alla compagine di Salvini, alla compagine di Conte e Fratoianni". Alternativa anche a Renzi? "Lui ha fatto una scelta legittima diversa, quella di stare nel campo largo".

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