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La lectio a Fratelli d'Italia

Marcello Pera riunisce i meloniani per vincere il referendum, contro i pieni poteri dell'Anm  

Giovanni Lamberti

L’ex presidente del Senato spiega come comunicare con semplicità contro i giacobini dell'Associazione nazionale magistrati

Altro che pieni poteri di Giorgia Meloni, se vince il No i pieni poteri ce li avrà l’Associazione nazionale magistrati: ore 19.45 del 24 febbraio, l’emiciclo di palazzo Madama si svuota, si riempie l’aula della commissione Difesa. I senatori di Fratelli d’Italia arrivano in blocco per ascoltare la lectio magistralis di Marcello Pera. L’ex presidente del Senato ha chiesto che si convocasse una riunione di gruppo per spiegare la portata del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Una “lezione” per sottolineare, tra l’altro, che se il 22 e il 23 marzo dovessero prevalere i voti contrari alla riforma costituzionale si arriverebbe ad una Repubblica giacobina dei magistrati. L’ex esponente di Forza Italia e del Popolo della Libertà utilizza proprio questa espressione, riferisce più di un presente. Ricorda che quella sulla separazione delle carriere dei magistrati è una battaglia che va avanti da più di trent’anni.

Pera ripercorre le tappe della Bicamerale D’Alema, la lotta portata avanti da Silvio Berlusconi quando la voglia di cambiare la giustizia “era il tema dei temi”. Insomma, mette in fila tutti i tentativi falliti finora. E lancia l’allarme: “il momento è adesso. Ora o mai più”. Il rischio è quello di una sottovalutazione della posta in gioco, premette, va evitato. Ma soprattutto – questo l’assunto – è che se non dovessero prevalere i Sì l’Anm comanderebbe per sempre sulla politica. Di destra e di sinistra. Perché – sempre secondo quanto viene raccontato da più fonti che hanno partecipato all’incontro – questa è l’ultima occasione per tutti per cambiare la giustizia in Italia. “Ha fatto bene la premier Meloni a tenere fuori il governo, qui non c’è in ballo la vita dell’esecutivo ma il destino degli italiani. Se il referendum non passa non si modificherà più nulla”, il refrain. Da qui l’accorato appello: “Si vince e si perde tutti insieme, mobilitatevi”. L’obiettivo resta quello di evitare scontri istituzionali, ma il convincimento – viene raccontato – è che l’Anm si sta comportando da soggetto politico. I senatori ascoltano, applaudono. In tanti intervengono, fanno domande, tra questi i senatori Orsomarso, De Carlo e Zaffini. “E’ un fuoriclasse”, il commento generale. Non c’era bisogno di serrare i ranghi, l’operazione compattezza è stata lanciata in più occasioni dal partito di via della Scrofa che giusto due giorni fa ha inviato un nuovo alert: ogni parlamentare deve ‘rendicontare’ quanto fatto sul referendum ed attivarsi per organizzare comitati sul territorio. I fari sono già puntati al 12 marzo quando FdI si riunirà a Milano alla presenza di Giorgia Meloni e di tutti i ministri. Ma la reunion a Palazzo Madama serve da stimolo, a motivare gli animi. L’ex presidente del Senato dispensa consigli: raccontate storielle per ‘semplificare’ il messaggio, se parlate al popolo utilizzate un linguaggio facile da comprendere, parlate di pancia, se vi rivolgete ad avvocati e professori allora scendete nei dettagli della riforma, ma “mi raccomando nessuno faccia mancare il proprio impegno, questo è un momento storico”.

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