Ansa
Passeggiate romane
Nel centrosinistra prove di leadership sulla pelle del referendum
La segretaria del Pd è partita prima del leader del M5s e punta tutto sulla costanza. Mentre Giuseppe Conte gioca di fino e domani sarà a Palermo per un confronto diretto con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. La campagna nella campagna continua
Elly Schlein e Giuseppe Conte continuano a contendersi la leadership del centrosinistra sul terreno del referendum. La segretaria del Partito democratico è partita prima bruciando sul tempo il leader del Movimento 5 stelle. Non c’è quasi giorno in cui, quando non ha impegni parlamentari, Schlein non tenga un comizio per supportare il fronte del No. Conte però giocando d’astuzia si è assicurato il primo faccia a faccia tra governo e opposizione sull’argomento. E domani sarà a Palermo per un faccia a faccia con il ministro Carlo Nordio. Così, senza sbattersi nemmeno troppo, l’ex presidente del Consiglio avrà la cassa di risonanza mediatica a sua disposizione. Ma è Schlein la presenza che viene associata maggiormente al referendum da parte degli elettori di centrosinistra. E la segretaria del Pd non ha intenzione alcuna di mollare la presa. La sua campagna continua… Dall’Italia al Belgio. Nei corridoi dei palazzi della politica di Bruxelles corre voce, con una certa insistenza, che all’addio di Elisabetta Gualmini al Partito democratico potrebbero seguirne altri nel gruppo europarlamentare dem.
Nei corridoi di Montecitorio, invece, è tutto un parlare della nascita di una nuova corrente nel Partito democratico. Già, in teoria nel Pd le componenti erano destinate a scomparire. Ma, come è noto, così non è stato. E adesso si vocifera che Matteo Orfini abbia in animo di fondare una nuova area. Orfini si era staccato già da tempo da Stefano Bonaccini e dagli altri esponenti di Energia popolare. Aveva tagliato con loro già un anno fa. Adesso pensa di costituire un’area di ex cani sciolti non pregiudizialmente contrari alla segretaria, anzi, ma mantenendo autonomia e spirito critico. Dicono che tra gli esponenti del Pd che vorrebbe coinvolgere ci sia Enzo Amendola. Al Partito democratico sono tutti convinti di vincere il referendum sulla separazione delle carriere e di utilizzare quel successo per ottenere la vittoria alle elezioni politiche del prossimo anno. Ma siccome fidarsi è bene e non fidarsi è meglio, c’è chi comunque si sta preparando a un eventuale piano B nel caso il centrodestra rivinca le consultazioni. E’ il caso, raccontano a Montecitorio, di Marco Furfaro. La sua aspirazione, dicono, è quella di prendere il posto di Eugenio Giani alla guida della presidenza della regione toscana. Certo, ci vuole ancora molto tempo, ma Furfaro è onnipresente nella regione per prepararsi il terreno. Nella sua città, Pistoia, dove tenta di dirimere le beghe locali. Ma anche in altre città la sua presenza si fa sentire nelle diverse trattative e mediazioni interne in corso nel Pd toscano, che, nonostante abbia vinto le elezioni regionali e confermato Giani alla guida della regione, appare sempre in fibrillazione.
E a proposito di elezioni regionali, dalle parti del Nazareno raccontano che Marta Bonafoni stia già studiando la “pratica Lazio”. Con il suo lavoro, dicono, avrà un peso importante nel momento dei decidere chi sarà il candidato del centrosinistra da contrapporre all’attuale governatore Francesco Rocca. Le Olimpiadi sono finite e c’è chi dice che Elly Schlein, come, del resto, Giorgia Meloni, si sia pentita di essersi tenuta lontana da questo evento che invece ha dato un’ulteriore iniezione di popolarità al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Per questo motivo la segretaria del Pd negli ultimi tempi ha inviato con grande zelo diversi comunicati per felicitarsi delle vittorie azzurre e ieri è stata tra le prime a salutare la fine delle olimpiadi invernali e a elogiare “l’Italia bellissima” che è emersa dai giochi.