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Dalla parte dell'Ucraina

FdI in un dossier rinnova il sostegno a Kyiv. E avverte la Lega: “E' nel programma”

Luca Roberto

Si intitola “Quattro anni di lotta per la libertà. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino” e verrà presentato oggi in Senato. Nell’analisi si cerca di smontare la narrazione per cui il conflitto sia sbilanciato verso una palese preminenza di Mosca, mettendo in guardia sui rischi delle guerra ibrida

Si intitola “Quattro anni di lotta per la libertà. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino” ed è un dossier dell’Ufficio studi di Fratelli d’Italia sulle fake news e la disinformazione nel conflitto tra Russia e Ucraina, di cui oggi ricorrono i quattro anni dall’invasione di Mosca. Il documento, che il Foglio ha potuto visionare in anteprima, sarà presentato quest’oggi al Senato insieme a diversi ospiti: dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari al presidente del Copasir ed ex ministro Lorenzo Guerini (Pd), passando per l’inviata Rai Stefania Battistini e il direttore del Foglio Claudio Cerasa.

Nell’analisi si cerca di smontare la narrazione per cui il conflitto tra Russia e Ucraina sia sbilanciato verso una palese preminenza di Mosca. E si pone l’accento sulla resistenza ucraina che ha permesso a Kyiv di non capitolare nonostante la sproporzione nelle rispettive forze armate. “La vera differenza l’ha fatta lo spirito ucraino, mosso da una forte identità nazionale che in molti non si aspettavano”, si legge nel documento. “Gran parte del mondo dubitava del reale senso di appartenenza del popolo ucraino e considerava la sua un’identità indefinita. E’ un concetto facile da comprendere per noi italiani, destinatari della celebre frase del cancelliere austriaco von Metternich che nel 1847 recitava: ‘L’Italia è un’espressione geografica’”. Una parte dell’analisi, quindi, si concentra sulle similitudini tra quanto fatto vedere in questi quattro anni dagli ucraini e la pagina storica del nostro Risorgimento.

Una parte corposa dell’opuscolo contiene dati che smentiscono lo storytelling, da noi molto in uso, secondo cui in questi quattro anni la Russia sarebbe avanzata con grande facilità in territorio ucraino: per esempio si evidenzia come dal dicembre 2022 a oggi la Russia abbia preso il controllo solo del 2 per cento dell’Ucraina. E per dimostrare la debolezza di Mosca, che all’inizio del conflitto ambiva forse a diventare un contraltare alla potenza e alla grandezza degli Stati Uniti, si cita per esempio l’intervento del premier finlandese Alexander Stubb all’ultima Conferenza di Monaco, secondo cui la Russia è di fronte a una evidente sconfitta strategica: voleva rendere russa l’Ucraina e l’ha spinta verso l’Ue. Voleva frenare l’allargamento Nato e ha prodotto le adesioni di Svezia e Finlandia. Per di più, ha fatto sì che un organo in piena crisi come l’Alleanza atlantica abbia trovato nuova spinta al rinnovamento, quantomeno nella previsione di dotarsi di budget più cospicui (l’obiettivo di spesa in Difesa è nel frattempo salito al 5 per cento del pil).

Eppure forse l’aspetto su cui il dossier insiste di più è il tema della disinformazione. E infatti si nota come “la creazione di un sottobosco narrativo orientato alla diffusione di sentimenti anti-ucraini ha trovato terreno fertile in alcune fasce della nostra popolazione. E’ anche a causa delle tante fake news che sono giunte nel nostro paese che una parte dell’opinione pubblica ha sviluppato una repulsione per il sostegno fornito dall’Italia”. Il messaggio che dal primo partito di maggioranza viene lanciato in occasione dei quattro anni dallo scoppio della guerra è che il governo continuerà a non voltarsi dall’altra parte.

“L’Italia è schierata dalla parte giusta della storia, al fianco di un popolo aggredito che da quattro anni lotta in nome della libertà. Dall’inizio del conflitto gli esecutivi che si sono succeduti – prima quello di Mario Draghi con il supporto di Fratelli d’Italia e poi quello di Giorgia Meloni – sono sempre stati in prima linea per supportare Kyiv e gli sforzi per giungere a una pace giusta e duratura. Questo impegno è riconosciuto a livello internazionale e rende la nostra nazione tra i partner più affidabili dell’Ucraina in occidente”.

Al di là dei sondaggi che vedono la causa ucraina come sempre meno in voga tra gli italiani, in conclusione, nel partito della premier sostengono che continueranno a fare la loro per sostenere Kyiv, per altro “in linea con il programma elettorale”, per garantire agli ucraini un futuro “prospero, indipendente e sovrano”. Messaggi in bottiglia a Salvini e alla Lega che su questo hanno molte più timidezze.

 

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  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.