Foto ANSA

Il racconto

Bettini, tra Schlein e Conte, lancia Rinascita (e le primarie)

Marianna Rizzini

L’evento di celebrazione e sottoscrizione per la rinata rivista, D’Alema sul palco, i complimenti della segretaria dem e quel centrosinistra che "si può allargare ancora”

“Il leader credo lo troveremo poi nel modo più schietto”, cioè con “primarie democratiche, una grande festa di popolo e partecipazione”. L’evento di celebrazione e sottoscrizione per la rinata rivista Rinascita è appena iniziato nel locale e tempio del vintage Vinile (con lancio, aperitivo e sottoscrizione come ai bei vecchi tempi delle feste dell’Unità, sospirano i militanti d’antan), e il guru dem Goffredo Bettini, anche direttore della medesima, ha appena ringraziato uno per uno i presenti e i non presenti, da Massimo D’Alema ai leader romanidell’ex Pci-Pds-Ds, da Claudio Mancini in giù, alla segretaria dem Elly Schlein, seduta in platea, al leader del M5s Giuseppe Conte, presente in ologramma da altra regione (ieri era in Calabria). Ed ecco che la parola “primarie” rotola a valle, sulla platea, su Schlein, sul sindaco dem di Roma Roberto Gualtieri e sui dioscuri di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. E Schlein risponde prendendola alla larga, in attesa che non soltanto la serata ma il referendum alle porte faccia il suo corso: fa gli auguri per l’avventura editoriale, e i complimenti per l’audacia. Parla di sanità, di congedo paritario, di salario minimo, di destre che cavalcano paure, di abitudine persa a confrontarsi, di futuro migliore. Pensa ai delusi, ai giudici, al diritto internazionale, a Elon Musk, alle battaglie da “fare insieme”, e loda se stessa cioè “il grande lavoro” per costruire la coalizione (e pazienza, è il sottinteso, se Conte a volte frena).

Ma comunque è lì, la parola “primarie”, e scivola sull’immagine di campo largo che Bettini ricorda di aver voluto già cinque anni fa, scrivendolo in un intervento a questo giornale, e di continuare a crederci: “Troveremo il modo per prevalere sulla destra italiana”, dice, “si tratta di camminare insieme per ragionare e per proporre un programma”. Fatto che sta che Schlein è già partita per un viaggio “di ascolto” che si concluderà a Roma il 7 marzo e Conte, in modalità asincrona (e non è un caso) la prenderà lunga con Nova2.0, piattaforma di consultazione programmatica della base m5s che partorirà le proprie conclusioni a ridosso dell’estate.

E insomma, mentre Bettini dice che “marcare le proprie idee nell’alleanza non è settarismo”, e che “ognuno deve e può dare il proprio contributo”, ma trovando un “senso comune unitario” e la “voglia di stare insieme”, e mentre Orlando, da direttore scientifico della rivista, insiste sui contenuti (il famoso programma) e il sindaco Gualtieri sulla fragilità della cultura politica di oggi, nel locale si scatenano i rabdomanti di alleanze a geometrie variabili, visto che Schlein e Conte fanno vite se non separate quantomeno autonome tra piazza e Parlamento (vedi sul tema Ucraina). Si sonda intanto, tra dem e non solo, la solidità del cosiddetto nuovo correntone pd (non c’è Dario Franceschini, ma c’è appunto Orlando) e ci si immaginano i gazebo delle primarie, ebbene sì, come miraggio o spauracchio, a seconda dei punti di vista.

Si parla insomma di Rinascita perché chiunque attorno intenda anche altro, compresi i paladini del campo allargato alla quarta gamba civica (la sindaca di Genova Silvia Salis, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, l’assessore ai Grandi Eventi, Sport e Moda del comune di Roma Alessandro Onorato). Ci sono quelli che vorrebbero rifare la Margherita, quelli che pensano al Gualtieri bis, quelli che “vorrebbero di nuovo Massimo D’Alema premier” (battuta di un vecchio militante). E infine D’Alema sorridendo sale sul palco, dopo che la platea si è commossa con un vecchio video sulla Rinascita dei tempi che furono – tempi che nessuno considera vintage, nel tempio vintage delle serate romane. E infine è proprio D’Alema che dice: “Il centrosinistra si può allargare ancora”.

Di più su questi argomenti:
  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.