Ansa
Giustizia e primarie
Agende e strategie parallele. La leadership tra Conte e Schlein passa (anche) dal referendum
La leader del Pd punta su iniziative di partito. Ieri era a Latina con Carofiglio. L'ex premier cerca il confronto con gli esponenti della maggioranza e oggi a Palermo affronta Nordio sulla riforma, poi un tour nelle università. Sulla sfondo la sfida nel campo largo
L’obiettivo è lo stesso: vincere il referendum e dare una spallata al governo Meloni. Ma le declinazioni sono diverse. Così come lo sono le agende (parellele) di Elly Schlein, ieri a Latina con Gianrico Carofiglio, e Giuseppe Conte che oggi scende su ring per un confronto con Carlo Nordio. Alleati ma sempre un po’ rivali. Due giorni fa, presentando Rinascita, la rivista che si candida a essere pensatoio del campo largo, Goffredo Bettini ha indicato la strada: “Il leader? Lo troveremo con le primarie”. Non è la prima volta che l’ideologo progressista avanza questa proposta. E a giudicare dalla campagna referendaria che stanno portando avanti, la segretaria del Pd e il presidente M5s devono averlo preso sul serio già da un po’.
Ieri, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, entrambi si sono spesi poco per la causa di Kyiv. Schlein ha pubblicato un post su Instagram, lasciando le dichiarazioni al responsabile Esteri Giuseppe Provenzano e all’area riformista. Conte, intervenendo su La7, ha ribadito la sua condanna a Vladimir Putin, rispondendo “nessun doppio standard” a chi gli faceva notare un impegno ben diverso per la causa palestinese. Il focus in questa fase è il “no al referendum”. Da giorni, come abbiamo raccontato, la leader dem sta girando l’Italia, una dozzina di tappe – con iniziative un po’ in stile convention americana – per mobilitare i suoi elettori. Un giro che si intreccia alle tappe del percorso di ascolto per il programma che culminerà con un evento a Roma. Nel frattempo ha accentrato la comunicazione del partito, provando a intestarsi più di tutti la battaglia contro la riforma: da Padova a Palermo, passando per Pescara, Perugia e Bari. Sabato ripasserà per Milano e poi il 2 marzo sarà a Torino. Ieri ha scelto invece Latina, con lo scrittore ed ex magistrato Carofiglio per arringare la sua folla dem, tra merito, antifascismo e allarme democratico, per un voto che si fa sempre più politico.
Conte, che invece sul programma M5s lavorerà in primavera, ha invece scelto un altro tipo di campagna. Dopo una prima fase più cauta, da questa settimana ha iniziato a spingere con decisione sull’acceleratore. Lunedì ha scaldato i motori all’università della Calabria con un dibattito – molto animato – sul referendum con il forzista Giorgio Mulè. Era il preludio di quello che si terrà oggi a Palermo con il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Forse uno dei passaggi più importanti della campagna referendaria M5s. L’ex premier vuole far valere il suo trascorso istituzionale e prendersi la scena. Alle iniziative di partito come quelle targate Pd, preferisce il confronto-scontro con la maggioranza, accreditandosi così come l’interlocutore delle opposizioni. Accanto a questo si prepara a tenere varie iniziative nelle università. E se ieri era in Sicilia, a Strazzo e poi a Niscemi, per visitare le zone colpite dal maltempo, domani Conte è atteso in Sardegna per un altro appuntamento con la governatrice M5s Alessandra Todde. Poi a marzo nuove tappe negli atenei, con inviti a Catania, alla Federico II di Napoli e alla Sapienza a Roma, quindi a Milano. Il dodici marzo sarà pure all’università del Salento e il sedici a quella di Sassari. L’ex premier (protagonista di un duro scontro con la maggioranza dopo la relazione della Commissione antimafia sul caso Striano, a difesa di De Raho) aumenterà infine le sue presenze in tv, con un lavoro che punta al no al referendum ma guarda anche avanti, fino al 2027.
Ieri comunque i leader di tutte le opposizioni si sono ritrovati per una conferenza stampa congiunta nella sala Berlinguer, quella del gruppo Pd alla Camera, per rilanciare la battaglia sul congedo parentale bocciato dal governo. Conte era in collegamento dalla Sicilia. Per una volta, oltre ad Avs, +Europa e Italia Viva (rappresentata da Maria Elena Boschi), c’era anche Azione con Elena Bonetti, che tuttavia ha voluto evitare ogni apparentamento strutturale con le altre forze. Almeno per il momento il partito di Calenda continuerà ad andare per la sua strada. Del resto, di lavoro da fare nel campo largo ce n’è ancora parecchio. Quando si comincia a parlare di programma? “Solo domande sul congedo”, la risposta di Schlein. Prima c’è da vincere il referendum. E forse anche le primarie.