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Legge elettorale e più Forze armate: Meloni vuole l'accelerata. E sui dazi seguirà l'Ue

Luca Roberto

La premier prende tempo sulla decisione della Corte suprema americana e aspetta le decisioni di Bruxelles (che vuole sospendere la ratifica dell'accordo commerciale con Washington). Intanto si lavora al testo con le nuove regole elettorali (da presentare prima del voto)

Dalle toghe rosse a quelle a stelle e strisce. Ancora una volta la magistratura provoca qualche imbarazzo a Giorgia Meloni . La Corte suprema americana boccia i dazi di Trump. E da Palazzo Chigi prendono tempo: “Cambierà poco”. La premier sa che se il presidente americano volasse a Verona per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, l’incontro sarebbe imbarazzante. Intanto chiede di accelerare sul dl Forze armate e sulla legge elettorale.

 

Alla Questura di Milano giovedì hanno tenuto un incontro per affrontare la potenziale visita del presidente degli Stati Uniti. L’altro elefante nella stanza nel rapporto con Washington, da ieri, è il pronunciamento della Corte suprema sui dazi. “Non ci saranno grossi cambiamenti”, è la versione del vicepremier Tajani. Secondo Palazzo Chigi è difficile valutare precisamente l’impatto della decisione fino a quando non sarà reso noto il contenuto della sentenza. Di certo, ci si muoverà di comune accordo con l’Ue, che ha detto di voler aspettare per firmare la ratifica dell’accordo con Washington che ci sarebbe dovuta essere martedì. Le opposizioni hanno però colto l’occasione per attaccare Meloni. Sentite Elly Schlein: “Meloni ora difenderà Trump o l’Italia?”. A Verona domani sera sicuramente Meloni non incontrerà Macron, dopo le tensioni sull’uccisione di Quentin Deranque. A ogni modo i due avranno modo di sentirsi martedì per un video collegamento dei volenterosi pro Kyiv, in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.

 

Al di là dei dossier esteri (ieri al congresso della Cdu a Stoccarda il ministro Tajani ha rinsaldato l’asse con Merz: “Da quando c’è lui Italia e Germania sono la locomotiva d’Europa”), però, come detto, il governo vuole imprimere un’accelerata su alcune misure con cui presentarsi al referendum (altro dato di cronaca giudiziaria: il governo ha impugnato la richiesta di risarcimento nei confronti della Sea Watch emessa dal Tribunale di Palermo). Prima del 22-23 marzo, Meloni vuole che prenda corpo il dl sulle Forze armate a cui ha lavorato il Comitato strategico voluto dal ministro Guido Crosetto. L’imperativo è rispondere alla denuncia di carenze di organico avanzata dal comandante generale dei Carabinieri Salvatore Luongo, che ha parlato di un ammanco di almeno 10 mila agenti. Per questo nel dl si vorrebbe inserire una “riserva permanente” di 15 mila carabinieri ausiliari. Mentre le assunzioni dovrebbero essere nell’ordine delle 10 mila nuove unità da qui al 2040.

 

Anche sulla legge elettorale si vuole far presto. Nella maggioranza hanno costruito uno schema generale condiviso che prevede un proporzionale con premio di maggioranza per chi arriva al 40 per cento, la scomparsa dei collegi uninominali e il mantenimento della soglia di sbarramento al 3 per cento (nonostante Vannacci). “Una data per la presentazione del testo ancora non c’è, ma ogni partito coi propri tecnici sta studiando i dettagli. Poi ovviamente decideranno i leader”, spiega il deputato di Forza Italia Alessandro Battilocchio. Un capitolo a parte, infine, lo merita il dl Bollette. Al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica stanno studiando alternative alla possibile bocciatura da parte di Bruxelles sul meccanismo dell’Ets. Al ministro Gilberto Pichetto Fratin in queste ore sono pervenute critiche anche da pezzi di FI (tra cui il responsabile Economia Casasco) che hanno usato il decreto per avvertire: “Attenzione, così ci perdiamo il nord”.

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  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.