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Come vanno davvero i rapporti tra Meloni e Mattarella

Claudio Cerasa

I rapporti tra la presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica sono complicati oppure no? Per rispondere a questa domanda occorre ragionare su due livelli

Il bisticcio a bassa intensità tra il Quirinale e il governo ha messo al centro del dibattito un tema che vive ormai da mesi sottotraccia. In sintesi: ma i rapporti tra Meloni e Mattarella sono complicati oppure no? Per rispondere a questa domanda occorre ragionare su due livelli. Il primo livello è quello delle grandi partite internazionali, è quello della politica estera, del rapporto con l'Ue, della difesa di Kyiv, dell'equilibrio da trovare con Trump, della lotta contro i fascismi del presente, compreso l'antisemitismo, e su questi temi, sfumature su Trump a parte, se vogliamo chiamarle così, la sintonia c'è. Il secondo livello, più difficile, riguarda l'ordinario, e su quel fronte le tensioni tra Palazzo Chigi e Quirinale esistono. Ci sono state, come sappiamo, sui toni del referendum. Ci sono state, giorni fa, sui temi relativi al decreto sicurezza, con alcune norme eliminate dal provvedimento su richiesta del Quirinale. Ci sono state, mesi fa, nei giorni del caso Garofani, con i meloniani che hanno goffamente chiesto al Quirinale di dissociarsi dalle parole anti meloniane del consigliere del presidente. Meloni e Mattarella, al di là delle apparenze, hanno un rapporto solido, fatto di diffidenze e sospetti incrociati. Ma al netto delle partite ordinarie, su cui la dialettica è forte, la verità è che in questi quattro anni di governo per Meloni Mattarella è stato più un alleato che un avversario. Un alleato per difendere l'Italia dai nemici dell'Europa, Trump compreso. Un alleato per difendere il governo anche dagli istinti autolesionistici dei sovranisti che si trovano al governo, come Salvini. L'amore tra Mattarella e Meloni? Più i sì che i no.

    


    

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  • Claudio Cerasa Direttore
  • Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della destra” e “Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.