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strategia referendum
Meloni ha chiesto di compilare un dossier sulla malagiustizia. E prepara un tour per l'Italia
La presidente del Consiglio vuole riprendere a girare l'Italia. Il referendum sarà l’inizio di una lunga campagna elettorale, verso le elezioni politiche
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha chiesto che venga compilato a Palazzo Chigi un dossier sui casi di malagiustizia. Lo userà negli ultimi dieci giorni della campagna referendaria. In tv. Ma non è l’unica novità strategica. La premier vuole riprendere a girare l’Italia. Sarà l’inizio di una lunga campagna elettorale, verso le elezioni politiche. Negli ultimi due giorni i video per commentare le sentenze dei giudici che a suo dire si muovono contro la lotta del governo all’immigrazione clandestina – come quello che riguardava le decisioni sulla Sea Watch di Carola Rackete – sono stati dettati dalla cronaca quotidiana. Da qui il j’accuse sui social contro quei magistrati politicizzati che si “mettono di traverso” nel far rispettare le leggi. Ma è su altro, e su altri casi, meno noti e di natura diversa, che a Palazzo Chigi intendono puntare davvero.
Poiché ritiene ci siano tanti casi da raccontare, utili per la propaganda a favore del Sì, Meloni ha chiesto al “fronte del Sì” di far recapitare dati e testimonianze di persone che sono state vittime della giustizia. E’ un dossier a cui sta lavorando Palazzo Chigi in modo che la premier abbia tutti gli strumenti quando si recherà in tv e parlerà negli eventi in fase di preparazione negli ultimi dieci giorni prima del referendum. Per poter spiegare, con esempi forti, agli italiani le ragioni per le quali serve “una giustizia diversa”. Messaggi semplici che possano rendere “traducibile” il contenuto della riforma. L’interrogativo è anche banale: come si arriva alla gente? Come si riuscirà a mobilitare i cittadini per il voto? Per far capire cosa significa la separazione delle carriere dei magistrati, per spiegare cosa è l’Alta corte disciplinare, per sottolineare perché ora le valutazioni dei magistrati per il Csm sono positive al 99 per cento, l’assunto è che si debba partire dalla vita delle persone, dalle loro storie con la giustizia. Come per esempio ha fatto l’azzurro Enrico Costa, che ieri ha portato alla Camera “le voci degli innocenti”, come quella del signor Angelo Massaro che ha passato 21 anni di vita in carcere: “Non auguro a nessuno di subire quello che ho patito”. Nessuna pubblicazione di atti, la premier – spiegano fonti informate sul dossier – si servirà della casistica sulla malagiustizia (l’esempio più eclatante, quello della vicenda Garlasco, come ricordato mesi fa ad Atreju) per rilanciare una riforma che “non è contro qualcuno, ma a sostegno di qualcuno” mentre la sinistra “ha impostato la campagna referendaria tutta contro il governo”. Meloni non ha in programma viaggi all’estero fino al referendum, a eccezione della trasferta a Bruxelles per il prossimo Consiglio europeo fissato per il 19 marzo. La sua volontà, confidata a più di un interlocutore, è quella di ritrovare il contatto con la gente. Di riprendere a girare per l’Italia, sul modello delle presentazioni degli accordi per lo sviluppo e la coesione siglati nelle regioni con il fedelissimo Raffaele Fitto. Magari con qualche tappa al sud dove è più alto il numero degli indecisi e di quelli che potrebbero votare No al referendum.
Lavoro e immigrazione