Dopo il "no" al Board of peace

Tutti contro Meloni, Calenda compreso. E poi? Parla Raffaella Paita (Iv)

Marianna Rizzini

Centro, prove di unità: La senatrice rilancia l’asse Elly Schlein–Matteo Renzi e apre (senza inseguirlo) ad Azione: “Cantiere stabile nel centrosinistra per battere Giorgia Meloni”

Il giorno dopo, l’immagine non è tanto quella del giorno prima (con le opposizioni unite, da Avs ad Azione, per il “no” alla partecipazione dell’Italia al Board of Peace) quanto, dice la capogruppo renziana al Senato Raffaella Paita, quella dell’estate del 2024 in cui la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader di Iv ed ex premier Matteo Renzi si abbracciano in maglia azzurra da Nazionale politici. Che si possa oggi aggiungere un Carlo Calenda come terzo giocatore? “Voglio partire proprio dalla foto di Schlein e Renzi”, dice Paita, “perché quella non era un’operazione meramente social. Dietro c’era una visione e una strategia: visto il risultato non soddisfacente per le liste centriste alle Europee del 2024, si è preso atto del fatto che, in questo paese, la collocazione indipendente dai due schieramenti è velleitaria. E che quindi, se si vuole dare una reale alternativa a un paese governato male da Giorgia Meloni, è necessario lavorare per un accordo nel centrosinistra. Noi lo abbiamo voluto, memori del caso Liguria, una regione che era già praticamente in tasca e che è stata persa dopo il veto su Iv. Quando invece, come a Genova con Silvia Salis, è stato possibile allargare la coalizione, è arrivata una vittoria importante e strategica, alla quale sono seguiti gli straordinari risultati di Calabria e Toscana”. Ma il cantiere centrista, dice Paita, “avrà una sua crescita, un suo sviluppo e un suo consolidamento se sarà in grado di far emergere e veicolare nel futuro programma elettorale alcuni contenuti su cui la destra ha fallito: sicurezza, diminuzione della pressione fiscale sul ceto medio, politiche di aiuto ai giovani neolaureati che, visti i salari di accesso tra i più bassi d’Europa, scappano all’estero. Non per niente Iv aveva proposto, nei giorni della manovra economica, la start tax, detassazione per gli stipendi dei lavoratori under 20 e 30. Ecco, se riusciremo a valorizzare questi temi, il centrosinistra può vincere”. Paita ricorda, come buon auspicio di concordia all’opposizione, i documenti unitari del centrosinistra (in Senato) su legge di bilancio e sicurezza: “Non sono miracoli”, dice, “è la fatica della politica e del lavoro certosino di chi pensa che qualsiasi punto di mediazione sia meglio di vedere il paese governato da incapaci. E se l’Italia non tocca palla in Europa ed è subalterna a Trump, abbiamo il dovere di costruire un’alternativa”. Anche con Calenda? “C’è un pezzo di Azione che, com’è noto, rifiuta l’idea di andare col centrodestra”, dice Paita “anche se fino a oggi avevamo visto Calenda descrivere Giorgia Meloni come una grande leader in politica estera; e avevamo visto la standing ovation all’ingresso della premier al congresso di Azione e sentito gli applausi per Calenda al convegno di FI . Insomma, io non so che cosa farà Calenda, ma penso sia nel suo stile politico il procedere a zigzag fino all’ultimo, per poi magari provare a rientrare nel centrosinistra. Noi certo non lo inseguiremo, ma non metteremo veti su di lui. Siamo dei costruttori”. Obiettivo, dice Paita, “dare compimento a un cantiere centrista collocato stabilmente e organicamente dentro il centrosinistra. Un cantiere dove si lavora per far perdere Giorgia Meloni e far vincere il centrosinistra. Se poi Calenda vorrà unirsi, le porte sono aperte”.
 

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  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.