Lavoro e immigrazione

Il Decreto flussi è una "macchina scassata": i dati dell'ultimo triennio

Dal report di "Ero straniero" emerge l'alto numero di procedure che non sono andate a buon fine. Il che significa che sempre meno stranieri riescono a ottenere un permesso di soggiorno attraverso il lavoro. E c'è il paradossale rischio di irregolarità. I numeri

Nel nostro paese gli stranieri che riescono a richiedere un permesso di soggiorno attraverso il Decreto flussi sono sempre meno. È il dato principale che emerge dall'ultimo rapporto annuale della campagna "Ero straniero", una rete di associazioni e organizzazioni che da anni si occupa di far emergere i risultati di uno dei principali strumenti di gestione dei flussi migratori. In occasione dell'ultimo "click day", che è stato ieri, stamattina al Senato è stato presentato il rapporto con i risultati della procedura d'ingresso per lavoro della programmazione flussi triennale 2023-25, aggiornati a dicembre scorso. I numeri.
 

Il dato principale che emerge dal report riguarda il numero di richieste che sono andate a buon fine. A quasi due anni dal "click day" del 2024 soltanto il 16,7 per cento delle persone che ha fatto richiesta è riuscita a ottenere un permesso di soggiorno. A fronte di 146.850 persone programmate per gli ingressi, le richieste andate a buon fine sono state 24.858. Significa che solo 17 persone su 100, nel 2024, sono riuscite a entrare in Italia, stipulare un contratto di lavoro ed essere in regola con il permesso di soggiorno.
 

Il dato si riferisce al 2024, ma anche nel 2025 – spiegano dalla campagna – si conferma il trend a rilento. La percentuale di richieste andate a buon fine si è fermata al 7,9 per cento. Un dato che anche i redattori del report considerano parziale: servirà ancora qualche mese per avere un dato più preciso delle procedure ancora in corso dell'anno che si è appena concluso. Tuttavia, "il dato sembra essere comunque molto basso e non ci aspettiamo aumenti di molto", hanno spiegato in conferenza stampa.
 

Lo stesso dato riguardo all'efficienza si ritrova anche andando a vedere i canali lavorativi (il tipo di lavoro): lavoro stagionale, subordinato non stagionale e di assistenza alla persona. Nel primo canale il tasso di successo delle procedure nel 2024 è del 15,8 per cento; nel 2025 del 6,8. Nel canale del lavoro non stagionale si ha un valore del 14,3 nel 2024 e del 6,3 nel 2025. I dati sono più positivi invece per quanto riguarda il canale di lavoro per l'assistenza alla persona. Qui probabilmente ha aiutato il numero di ingressi previsti molto più basso rispetto agli altri due: la percentuale di successo della procedura nel 2024 è del 49,9 per cento, mentre nel 2025 del 31,1.
 

La campagna "Ero straniero" ha poi tracciato un profilo di chi è riuscito a richiedere un permesso di soggiorno. Nei due anni presi in considerazione la stragrande maggioranza dei lavoratori che ha richiesto un permesso di soggiorno sono uomini, le donne si fermano all'11 per cento nel 2024 e al 21 per cento nel 2025. Per quanto riguarda i settori lavorativi, poi, l'agricoltura e l'assistenza familiare (soprattutto nel 2025) restano quelli più gettonati. L'ultimo è il trasporto merci.
 

E oltre ai settori, la campagna ha tracciato anche una rassegna delle nazionalità da cui sono arrivate le domande. Nel 2024 le maggiori richieste sono state per cittadini del Bangladesh: più di 329 mila. Quello, insieme al Pakistan, allo Sri Lanka e al Marocco è considerato dal report come il paese meno efficiente nella buona riuscita della procedura: delle domande presentate, solo 1262 lavoratori sono riusciti a richiedere un permesso di soggiorno (0.38 per cento).
 

Non è un caso che quei paesi siano gli stessi che sono stati sottoposti a un decreto legge nell'ottobre del 2024. Considerati dal governo come paesi "a rischio" di truffe e frodi, il Dl 145 del 2024, tra le altre cose, ha eliminato la procedura di rilascio automatico del nulla osta dopo 60 giorni per domande rivolte a cittadini di quelle nazionalità e ha introdotto dei controlli verso le domande di ingresso provenienti dai cittadini di quei paesi. L'aggiornamento normativo ha comportato che nel 2025 il numero di domande verso lavoratori di quei paesi si sia ridimensionato molto, restando comunque il più alto. Tra i paesi più "efficienti" in termini di riuscita della procedura invece ci sono Albania, Moldavia, Filippine e Perù.
 

Un ultimo dato evidenziato fortemente nel corso della rassegna stampa è poi stato quello dei visti rilasciati: nell'iter della procedura si colloca a metà strada tra quella che è l'invio della domanda e la richiesta di permesso di soggiorno e serve per lavorare, nel concreto, nel nostro paese. Per il 2024, risultano 35.287 visti rilasciati, pari al 48,5 per cento dei nulla osta emessi. Relativamente ai flussi 2025, i visti rilasciati sono 32.968, pari al 66,25 per cento dei nulla osta. Anche qui ci sono numerosi esiti negativi: 10.611, cui si aggiungono 4.171 pratiche pendenti. La campagna di "Ero straniero" collega questi risultati all'aumento dei controlli verso i quattro "paesi a rischio", spiegando che gli esiti negativi delle richieste provenienti da quei paesi rappresenta il 34 per cento del totale. Secondo loro c'è un alto rischio che questo tipo di controlli spinga i lavoratori verso canali di lavoro irregolare.
 

Ma un aspetto su cui il report mette peso è il numero di persone rimaste "incastrate" nella procedura e che sono entrate in Italia con il visto ma non sono state assunte (per i più diversi motivi). Persone, queste, che sono considerate a rischio irregolarità, sia dal punto di vista lavorativo che di soggiorno. Il numero è difficile da quantificare e non esiste un dato fornito dalle istituzioni. La campagna infatti effettua una stima (1.869 persone), consultabile integralmente nel report. Ma al di là del numero in sé, resta il paradosso: una norma che punta a regolare i flussi migratori attraverso il lavoro finisce per creare irregolarità e confusione.
 

L'insieme delle criticità presentata nell'analisi di oggi ha come scopo il portare avanti quello che la campagna richiede da anni: la necessità di una riforma sostanziale del sistema di ingresso per lavoro, che sia più flessibile e che sappia far incontrare meglio domanda e offerta. Per "Ero straniero" infatti il sistema al momento è una "macchina scassata". L'obiettivo resta duplice: governare i flussi migratori regolari e sopperire a mancanza di forza lavoro interna. I risultati, invece, migliorabili.

 

Il rapporto completo

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