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Trattative in corso
Niscemi, Autonomia e dl Energia. Cosa c'è nel Cdm di oggi
Fondi fino a un miliardo di euro per il Mezzogiorno colpito dal ciclone Harry, le pre-intese firmate dalle regioni del nord sulle materie non Lep e la quadra (ancora da trovare) sulle bollette. Ecco le misure che il governo presenterà nel Consiglio dei ministri
Niscemi, Autonomia differenziata e dl Energia. Ecco i temi di cui si discuterà nel Consiglio dei ministri convocato questo pomeriggio alle 16 a Palazzo Chigi. Se per il primo punto la maggioranza sembra aver trovato una convergenza, con la presidente del Consiglio che aveva promesso 150 milioni per il comune siciliano, per il dl Energia e per le pre-intese firmate con le regioni del nord il governo deve trovare ancora una quadra.
Due giorni fa la premier si è recata per la seconda volta a Niscemi facendo un sopralluogo nelle aree più danneggiate e incontrando amministratori locali e cittadini sfollati per definire le prossime misure di intervento. In quell'occasione, Meloni ha anticipato che il decreto legge per l'emergenza maltempo sarebbe arrivato proprio nel prossimo Cdm (quello di oggi) annunciando lo stanziamento di un miliardo di euro per tutti i territori del Mezzogiorno colpiti dal ciclone Harry: Calabria, Sicilia e Sardegna. Di questi fondi, circa 150 milioni di euro sarebbero destinati esclusivamente al comune colpito dalle frane: le risorse saranno impiegate per la demolizione degli edifici non più sicuri, per la messa in sicurezza del territorio e per l'acquisizione di nuovi immobili per garantire soluzioni abitative a chi ha perso la casa. Il decreto inoltre dovrebbe includere non solo la nomina di Fabio Ciciliano come commissario straordinario, ma anche misure più ampie: sospensioni fiscali, sostegni economici alle attività produttive e possibili ammortizzatori sociali per lavoratori e agricoltori impossibilitati a proseguire le proprie attività.
Sul fronte Autonomia differenziata invece, il ministro della Lega Roberto Calderoli dovrebbe portare in Cdm le pre-intese siglate con i presidenti di regione di Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria sulle materie che non riguardano i Livelli essenziali delle prestazioni (Lep): la tutela della salute, la protezione civile, le professioni e la previdenza complementare e integrativa. Le regioni del nord chiedono subito l'attribuzione delle materie non Lep, ma su questo punto, nel governo ci sono alcuni distinguo. Fratelli d'Italia e Forza Italia infatti hanno l'obiettivo di evitare una disparità di trattamento tra regioni e stanno valutando di presentare emendamenti al disegno di legge delega al governo che determinerà la definizione dei Lep. Tutto questo perché il trasferimento di funzioni avvenga solo dopo che sono state stanziate le risorse che assicureranno i medesimi livelli essenziali delle prestazioni sull’intero territorio nazionale.
Come dicevamo prima, se per i primi due punti nel governo ci sarebbe una convergenza di massima, sul dl Energia il governo deve trovare ancora una quadra, senza contare che nella maggioranza le polemiche stanno andando avanti da circa sei mesi: fonti dell'esecutivo fanno infatti sapere che "i tecnici sono al lavoro" e "si stanno cercando soluzioni", ribadendo che allo stato "non c’è nessuna norma sicura". E' stato Matteo Salvini a lanciare l'ultima proposta dicendo che "sarà doveroso chiedere alle banche un ulteriore contributo, perché no, anche per le bollette". Ma le parole del vicepremier leghista non sono piaciute a Forza Italia, da sempre sensibile sul tema banche: "A quanto ne so il testo del decreto è chiuso non c’è nulla di tutto ciò. Non so a cosa si riferisca Salvini”, ha detto al Foglio il capogruppo alla Camera Paolo Barelli. Alla fine tra le novità dovrebbero esserci il contributo una tantum per le famiglie a basso reddito e la rimodulazione degli oneri generali di sistema, che pesano per il 10 per cento sui costi complessivi.