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Meloni rivendica le misure sulle bollette. Ma ora si affida all'Ue

Luca Roberto

Il Consiglio dei ministri approva le misure sull'energia per famiglie e imprese (ma resta in balìa del nulla osta di Bruxelles sull'Ets). Spunta il "riconoscimento in visibilità" per le aziende che concendono sconti su base volontaria. Un miliardo per il maltempo e primi step sull'autonomia differenziata (che però dovrà tornare in Cdm)

Quasi un’ora e mezzo di riunione. Tanto basta per mandare in archivio il Consiglio dei ministri delle promesse. A cui però non fa seguito alcuna conferenza stampa, sostituita da un video sui social di Giorgia Meloni a spiegare le diverse misure per ridurre le bollette, rivendicando il “disaccoppiamento di fatto tra il prezzo dell’energia e il prezzo del gas”.

La prima promessa mantenuta, secondo il governo, è quella sull’autonomia con la firma delle pre-intese tra governo e i presidenti di Lombardia, Veneto, Liguria e Piemonte. Tanto che a Cdm ancora in corso il ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli dirà che si tratta di un “traguardo storico”. Con i governatori, a partire dal veneto Alberto Stefani, a brindare e dissimulare: “E’ una battaglia storica della Lega e Vannacci non c’entra”. E’ un primo step, perché ora serviranno i pareri della Conferenza unificata delle regioni entro 60 giorni, poi delle Camere entra 90 giorni. E successivamente ancora un passaggio in Cdm e la ratifica da parte delle regioni. L’altra promessa è il miliardo di euro di risorse da destinare a Sicilia, Calabria e Sardegna colpite dal maltempo e dal ciclone Harry, soprattutto i fondi urgenti da sbloccare per Niscemi, dopo che la premier Meloni questa settimana era tornata in Sicilia per dire: ci siamo. Finora erano stati stanziati 100 milioni, adesso l’ammontare sale a un miliardo (di questi 150 milioni andranno al comune siciliano interessato dalla frana).

 

E’ stata però la promessa di un intervento sulle bollette quella che ha fatto lavorare di fino i tecnici di Palazzo Chigi fino a pochi minuti prima del Cdm. Alla fine il bonus energetico per le famiglie sale a 115 euro con soglia di Isee fino a 9 mila euro. “Un provvedimento molto significativo che tocca una delle priorità che ci eravamo dati dall’inizio, cioè fare il possibile per ridurre il peso delle bollette su famiglie e imprese. E’ un decreto che avrà un impatto rilevante che garantirà risparmi e benefici diretti nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro”, esulta la premier in un video. Secondo Meloni lo “sconto ulteriore sulla bolletta elettrica di 115 euro l’anno si aggiunge a quello di 200 euro che avevamo già previsto portando il totale a 315 euro”. Ma Meloni annuncia anche un “riconoscimento in termini di visibilità alle aziende energetiche che decidono di ridurre la bolletta con uno sconto volontario di almeno 60 euro all’anno” per le famiglie con un Isee di 25mila euro. E’ il metodo “contributo di solidarietà” già sperimentato con le banche. Il taglio dei tempi di pagamento degli oneri di sistema viene accompagnato all’innalzamento al 2 per cento dell’Irap per le aziende che producono, distribuiscono e forniscono energia e prodotti energetici. Confindustria accoglie “con favore” gli interventi. Sullo scorporo dei costi Ets dalle rinnovabili, però, come riconosce Palazzo Chigi, sarà l’Ue a decidere. “Ora siamo nelle mani di Bruxelles”. E a Palazzo Chigi, nonostante l’ottimismo, sanno che la partita non è chiusa. A tal proposito oggi il commissario Fitto ha smentito contatti col governo italiano sul dossier bollette.

  • Luca Roberto
  • Pugliese, ha iniziato facendo vari stage in radio (prima a Controradio Firenze, poi a Radio Rai). Dopo aver studiato alla scuola di giornalismo della Luiss è arrivato al Foglio nel 2019. Si occupa di politica. Scrive anche di tennis, quando capita.