La curiosità

Meloni, nuovo video contro i giudici pro "immigrazione di massa". Che sia una strategia verso il referendum?

Gianluca De Rosa

Per due giorni di fila la premier pubblica sui suoi social un video contro i magistrati che favorirebbero l'immigrazione clandestina. Questa volta per commentare la decisione del Tribunale di Palermo sul caso Sea Watch: "I giudici mi lasciano senza parole"

Qualcuno già ci intravede i contorni della rubrica, della pubblicazione seriale. Per il secondo giorno di seguito, sempre poco prima delle 20, orario di messa in onda dei principali telegiornali italiani, Giorgia Meloni pubblica un video contro alcune magistrati “politicizzati” che favorirebbero l’immigrazione clandestina. Ieri la premier aveva raccontato la storia di un immigrato algerino trattenuto in un Cpr che, nonostante “23 condanne alle spalle” era stato liberato da alcuni giudici che avevano anche condannato il Viminale a risarcirlo con 700 euro.

 

 

Oggi Meloni ha invece commentato la decisione del tribunale di Palermo che ha condannato a un risarcimento di 76 mila euro più interessi Viminale, ministero dei Trasporti e Mef nei confronti dell’ong tedesca Sea Watch per aver bloccato la loro imbarcazione dopo la forzatura del blocco navale da parte dell’allora capitano Carola Rackete, oggi eurodeputata tedesca. 

 

“Non solo - dice la premier nel video - all’epoca la Rackete è stata assolta perché secondo alcuni magistrati è consentito forzare un blocco di polizia in nome dell'immigrazione illegale di massa. Oggi i giudici prendono un'altra decisione che lascia letteralmente senza parole: hanno condannato lo Stato italiano a risarcire con 76mila euro, sempre degli italiani, la ong proprietaria della nave capitanata dalla Rackete, perché dopo lo speronamento ai danni dei nostri militari l'imbarcazione era stata, giustamente, trattenuta e posta sotto sequestro”. Per la premier si tratta di “una lunga serie di decisioni oggettivamente assurde” per far passare l’idea che “non è consentito al governo provare a contrastare l'immigrazione illegale di massa”.

 

Che sia una mossa in vista del referendum? Come ha scritto questo giornale, la presidente del Consiglio dovrebbe tenere durante un evento a Milano a metà marzo un discorso proprio per invitare gli italiani a votare Sì alla riforma della giustizia, ma intanto al secondo video a tema “giudici per l’immigrazione” viene il dubbio che questo format nasconda una strategia più sottile. Nelle registrazioni della presidente del Consiglio d’altronde l’appuntamento referendario non viene mai citato e le critiche ai giudici son ben circoscritte a un campo specifico: quello dell’immigrazione. Invettive anti magistrati, certo, ma ben mirate. Contro i giudici che, per dirla con la premier vogliono “l’immigrazione illegale di massa”. Insomma, l’attacco alla magistratura della premier è tutto fuorché generico e su un argomento, l’immigrazione, che sa muovere le viscere degli elettori come poco altro.