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Ora D'Orsi giustifica Hamas: "Il 7 ottobre un atto di resistenza"

A Roma lo storico va in piazza con i pochi attivisti che davanti al Parlamento protestano per la liberazione di Hannoun, l'architetto palestinese arrestato a Genova dopo l'inchiesta sui finanziamenti ad Hamas. Presenti gli avvocati difensori e Moni Ovadia, a tutto campo contro Israele e il governo di Netanyahu. Ma anche contro il referendum sulla giustizia

Nicolò Zambelli

"Vorrei ricordare che il 7 ottobre è stata un'azione di resistenza. Non possiamo non dirlo. Questa semplificazione nel dire 'sono terroristi, sei pro Hamas'... Hamas è un partito politico e ha vinto legittimamente delle elezioni, va bene?". La giravolta del giorno è affidata allo storico Angelo D'Orsi, che durante la presentazione della nascita del comitato per la liberazione di Mohammad Hannoun dice di considerare il pogrom del 7 ottobre 2023 un atto di resistenza della popolazione palestinese nei confronti di Israele.
 

L'occasione è ghiotta. Davanti a piazza Capranica a Roma la rete di associazioni palestinesi in Italia ha organizzato una conferenza stampa per presentare al pubblico la nascita del comitato in sostegno di Hannoun, l'architetto palestinese in carcere a Terni dopo l'inchiesta che l'ha visto coinvolto in finanziamenti ad Hamas attraverso associazioni che sono considerate illegali in Israele. Oltre allo storico, presenti anche gli avvocati difensori e l'attore Moni Ovadia.
 

Il flash mob si è scagliato a tutto campo contro lo stato ebraico con dichiarazioni dal retrogusto antisemita e che, in un certo senso, volevano giustificare le azioni di Hamas nei confronti sia di Israele che degli stessi palestinesi. "Se anche fossero arrivati a loro quei soldi, ebbene cosa se ne fa Hamas di sette milioni di euro? Si tratta tutto di un pretesto, schifoso!", ha detto Ovadia. "È uno scandalo che si sia aperta questa inchiesta da elementi proveniente da un paese straniero", commenta invece D'Orsi riguardo all'arresto di Hannoun.
 

Lo stesso professore ha poi ricordato il discorso di Giulio Andreotti, citadono il famoso "se fossi palestinese sarei un terrorista", storpiandone la voce davanti al pubblico per cercare di imitarlo. Ma non finisce qui: "Stato terrorista", accostamenti tra Israele e la Gestapo, "organizzazione criminale", sono altre dichiarazioni contro lo stato ebraico che hanno accompagnato i discorsi degli attivisti..
 

A seguire il flash mob non più di quindici persone. Diversi gli applausi quando gli oratori attaccavano Israele. Da Piazza Capranica la dimostrazione si è poi spostata davanti alla Camera, per circa un altro quarto d'ora. Questa è stata l'occasione per gli organizzatori per attaccare non solo il governo Meloni, ma anche i membri delle opposizioni, soprattutto in merito al ddl Antisemitismo in lavorazione al Senato. Un contestatore, in solitaria e rapidamente, ha gridato: "Parlate dell'Iran", per poi proseguire verso la sua direzione. Nessuna reazione da parte dei manifestanti pro-Pal, che hanno continuato ad ascoltare gli interventi. 
 

L'incontro si è concluso pacificamente, ma con uno strano appello a votare per il "No" al prossimo referendum costituzionale. Anche D'Orsi ha invitato a fare lo stesso nel suo intervento. "Non dite che non c'entra con oggi, c'entra tutto". A questo proposito infatti, il Pd qualche settimana fa aveva rilanciato un suo video sui social nella campagna elettorale per il "No". Video poi rimosso.

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