la polemica
Schlein attacca Nordio: “Inaccettabile assimilare i magistrati ai mafiosi. Meloni prenda le distanze”
Il tour della segretaria del Pd a Bari tra femministe, comitato per il No al referendum e Carnevale di Putignano. Il presidente pugliese Antonio Decaro però spoliticizza la mobilitazione: “Non è un test di gradimento sul governo”
“Abbraccio questa platea “No magenta”": Elly Schlein, giacca verde militare e jeans a zampa di elefante, è salita sul palco dell’AncheCinema di Bari sulle note dei Daft Punk mentre i quattrocento dirigenti e militanti presenti sollevavano i cartelli con lo slogan dei comitati a difesa della Costituzione. In una giornata pugliese dall’agenda pienissima (tra saluto al presidio delle femministe contro il ddl Bongiorno e una tappa al Carnevale di Putignano), la leader ha attaccato a testa bassa il ministro della Giustizia Carlo Nordio “per aver assimilato i magistrati ai mafiosi. Una cosa inaccettabile, che offende la memoria di chi ha lottato contro le mafie pagando con la vita come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone o Rosario Livatino”. “Questa non è una riforma della Giustizia - ha aggiunto - perché non risolve nemmeno un problema che sta a cuore ai cittadini, come la lentezza dei processi, o gli organici sottodimensionati nei Tribunali”. E così ha sottolineato come “sia indispensabile smontare le bugie della destra su questa riforma: questo progetto serve a un governo che si ritiene al di sopra delle leggi, e pensa che basti prendere un voto in più nelle elezioni per essere legittimati a non essere giudicati. Del resto il sottosegretario Alfredo Mantovano ha spiegato che “serve a riequilibrare il rapporto tra politica e magistratura”, mentre la stessa Meloni dopo la bocciatura della Corte dei conti sul Ponte, ha parlato di “insopportabile invadenza”. A noi, invece, interessa che la legge sia uguale per tutti. E quando andremo al governo, vorremmo che la magistratura faccia i controlli previsti dalla Carta sui nostri atti…”.
In sala c’è lo stato maggiore del Pd pugliese, ed inizialmente è seduta accanto ad Antonio Decaro, che nel suo intervento ha spoliticizzato la contesa referendaria: “Non è un test di gradimento sul governo Meloni”. E ha chiarito ancora: “Trasformare questo voto in una resa dei conti politica sarebbe pericoloso. In gioco c'è l'equilibrio dei poteri dello Stato. Voterò 'no' perché la riforma non serve alla giustizia, ma alla politica per controllare la giustizia”.
La Schlein ha anche messo in mora il governo per l’adesione dell’Italia come osservatore nel board per Gaza: “Mi chiedo fino a che punto Giorgia Meloni voglia umiliare la tradizione diplomatica di questo paese per non scontentare Trump. La presidente del Consiglio ha dichiarato che l'Italia parteciperà come osservatore speciale al “board of peace”: è un club a pagamento ideato dal presidente americano per rimpiazzare le Nazioni unite. L’Italia non può starci. La Meloni aggira la Costituzione, che impedisce all'Italia di partecipare a degli organismi sovranazionali nei quali non siano garantite condizioni di parità".
La fine del comizio sul palco è accompagnata da note dei Cold play e “Bella ciao”. Poi decine di selfie prima di recarsi sulla Murgia, a Putignano, per la sfilata dei carri e per il ricordo di un amico scomparso dieci anni fa, Gianclaudio Pinto, con cui la segretaria aveva condiviso l’esperienza di Possibile.