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Ricatti elettorali

Sulla riforma elettorale FI e Lega chiedono contropartite, FdI sotto tiro

Giovanni Lamberti

Nel centrodestra iniziano i battibecchi sulla riforma elettorale: gli alleati chiedono a Meloni compensazioni nei listini e più spirito di coalizione. Sul tavolo premio di maggioranza, soglie e nodo Vannacci

Non è una partita a due, non si tratta certo di uno scontro solo tra Giorgia Meloni ed Elly Schlein, “se la premier pensasse di impostare legge e campagna elettorale in questo modo sbaglierebbe di sicuro”. Il tema del nuovo sistema di voto non è ancora ufficialmente sul tavolo del centrodestra, anche se le riunioni all’interno dei partiti e i contatti tra gli alleati si susseguono. Ma in FI e nella Lega si ascoltano i medesimi ragionamenti: la presidente del Consiglio deve seguire l’esempio di Silvio Berlusconi che era generoso con gli alleati. Con l’eliminazione dei collegi uninominali serve una compensazione. Con una sovrarappresentazione nei listini per gli azzurri e i leghisti a danno di Fratelli d’Italia.

 

Il partito di via della Scrofa “deve fare dei sacrifici”. Non è solo la variabile Vannacci ad agitare l’alleanza di governo. Con i malumori da parte di FI e Lega perché FdI “non può pensare – spiega uno dei dirigenti forzisti – di potersi mangiare tutta la torta, quando si fa parte di un’alleanza deve prevalere buonsenso e collaborazione”. Eliminazione dei collegi uninominali dall’attuale sistema e proporzionale con premio di maggioranza alla coalizione vincente sono i punti cardine della riforma. Ma sarà il listino (bloccato) di coalizione, da cui attingere i deputati del premio di maggioranza, l’oggetto del confronto. E gli alleati attendono la mano tesa da parte della presidente del Consiglio. “Deve comportarsi con spirito di coalizione”. Senza ricorrere alla fiducia e andare a ridosso del voto per non incappare in rilievi da parte del Colle. A partire dalla possibilità di inserire il nome del candidato premier sulla scheda (FI continua a frenare, delle aperture in questa direzione sono arrivate dalla Lega) mentre appare certo il riferimento al leader della coalizione. C’è, tra l’altro, la questione della soglia di sbarramento (fornire una sponda a Calenda o sbarrare la strada a Vannacci alzando la soglia), l’eventualità di aumentare l’asticella della raccolta firme (contro Vannacci) e il problema di ridisegnare le circoscrizioni. Tutti nodi che saranno affrontati dai tecnici ma in pratica sciolti dai leader.

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