(foto Ansa)
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Caos dem. Il Pd si spacca sul ddl antisemitismo. Riformisti pronti a votare sì. E Albanese manda in tilt la sinistra
La maggioranza apre a modifiche sostanziali. E i senatori vicini a Delrio presentano proposte di stampo unitario al testo Romeo. Intanto sulla relatrice Onu criticata dalla Francia i dem sono in imbarazzo
La commissione Affari costituzionali del Senato rischia di essere il laboratorio in cui si consumerà la prossima implosione del Pd. E forse, anche del campo largo. Martedì sera sono scaduti i termini per presentare gli emendamenti al ddl Romeo, quello adottato dalla maggioranza più Iv come testo base per il contrasto all’antisemitismo. Tutte le forze politiche hanno presentato loro proposte di modifiche, in totale sono 80. Ma il dato più significativo è che il partito che ne ha presentate di più è stato il Pd (circa 20). Questo perché, come ha spiegato il senatore Graziano Delrio, primo firmatario di un autonomo ddl, tra i dem “ognuno ha presentato i suoi emendamenti”. I riformisti e il Nazareno hanno trovato un punto di caduta sulla soppressione dell’articolo 3 del ddl Romeo, in cui si vietano le manifestazioni in cui potrebbero essere esposti o veicolati messaggi antisemiti. Per il resto Delrio ha proseguito per la sua strada, compattando tutto il fronte riformista.
Tra le proposte di modifica a prima firma Delrio (sottoscritte anche da Calenda), infatti, si prevedono limature minimal. E non si arretra rispetto all’adozione della definizione sull’antisemitismo dell’Ihra (International Holocaust Remembrance Alliance). Ieri il senatore Maurizio Gasparri ha detto che ci sarà un vertice di maggioranza sul tema entro la prossima settimana. Mentre la calendarizzazione in Aula del testo è prevista dal 3 marzo. Nelle ultime ore sono arrivate importanti aperture del centrodestra verso un possibile dietrofront sull’articolo che vieta le manifestazioni (se ne può parlare, ha detto la senatrice della Lega Daisy Pirovano). Proprio questa decisione potrebbe provocare smottamenti nel Pd, visto che se l’emendamento comune dem venisse accolto i riformisti voterebbero il testo finale della maggioranza. 5S e Avs, però, rifiutano la definizione dell’Ihra. In commissione e in Aula potrebbe insomma emergere l’immagine di un Pd e di un Campo largo sempre più spaccati. E anche sulla richiesta di dimissioni di Francesca Albanese dall’Onu, avanzata dalla Francia, (per cui la Lega ha depositato una risoluzione) filtra un certo imbarazzo nel Pd.