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Tour, banchetti e volantini. Ora Schlein punta tutto sul referendum
La segretaria accelera: domani sarà a Palermo, domenica a Bari, per dire no alla riforma della Giustizia e dare un colpo a Meloni (con un occhio alle politiche)
Banchetti e mobilitazioni, tour e format (un po’ all’americana). Domani Elly Schlein sarà a Palermo, domenica arriva a Bari: dopo qualche tentennamento iniziale, la segretaria ha deciso di metterci la faccia e il corpo. Da qui a marzo la leader dem vuole puntare forte sul referendum sulla giustizia, per mobilitare quello che al Nazareno chiamano “il grande popolo del no”.
Negli ultimi giorni i sondaggi raccontano che il “sì” è ancora in vantaggio ma il margine si è assottigliato. Anche dalle parti di Palazzo Chigi inizia a trapelare qualche piccola preoccupazione, tanto che nei prossimi giorni i ministri saranno chiamati a un impegno maggiore. Così Schlein ha deciso di schiacciare sull’acceleratore con un percorso di dodici appuntamenti. “Come gli apostoli”, scherza Gianni Cuperlo. La rimonta? “Se pò fa’”, sorride il deputato. La partita è difficile ma si può giocare, è la convinzione che va maturando tra i dem. Il tour di Schlein è partito da Pescara la settimana scorsa, domenica la leader del Pd era invece a Padova per la seconda tappa. Dal palco è entrata nel merito della riforma, spiegando le ragioni del suo no, “per difendere la Costituzione”. Ma è chiaro che la sua presenza, sempre più costante, ha l’effetto di politicizzare la consultazione. E non per caso, probabilmente, considerando le specificità dell’elettorato progressista e i richiami a CasaPound che vota sì. La stessa segretaria dem ha detto più volte che per il governo la vittoria del no sarebbe un bel problema. Carlo Nordio (che il 21 dovrebbe essere a Bologna con Matteo Piantedosi per un evento organizzato da FdI) ieri metteva le mani avanti: “Se dovesse vincere il no, non sarebbe una vittoria di Schlein ma delle procure”.
I primi due eventi del Pd intanto hanno riscosso un buon successo di pubblico. Sia a Pescara che a Padova ai partecipanti sono stati distribuiti volantini e cartelli contro la riforma – il magenta per ora è il colore che va per la maggiore, ma non sarà l’unico. E’ un format che ricorda le convention politiche americane (Schlein del resto era stata volontaria anche per la campagna elettorale di Barack Obama). Un caso, spiegano dal Pd, ma che comunque funziona bene anche nelle foto e torna utile per la comunicazione social. Accanto a questo ci sono poi le attività dei circoli locali: lo scorso weekend c’è stata una mobilitazione nazionale, tra banchetti e volantini. Anche la segretaria si è fatta fotografare tra i militanti. Mentre parallelamente va avanti il percorso di ascolto dei territori, per andare oltre il Pd coinvolgendo esperti e società civile: anche in questo caso è in corso un tour nelle principali città italiane, da Milano (dove è partito) passando per Napoli (sabato e domenica) e Firenze. L’ultimo atto sarà a Roma, con una manifestazione che sarà chiusa da Schlein per presentare le proposte che il Pd porterà al tavolo della coalizione. Un doppio binario, referendum e programma, in cui tutto si tiene: utile alla segretaria per dimostrare che la base è dalla sua parte, e rispondere alla belligerante minoranza di area riformista, ma anche in vista delle politiche del 2027, quando comunque ci sarà da risolvere la questione della leadership e la competizione interna all’opposizione con Giuseppe Conte.
Anche il leader M5s negli ultimi giorni ha alzato il volume sul referendum, definito “anti Casta” rispolverando parole d’ordine del primo Movimento. I pentastellati puntano su iniziative nelle università e nei teatri, organizzano workshop sulla giustizia. Il 25 febbraio Conte duellerà a Palermo con Nordio. Questo sabato invece, come anticipato dal sito del Foglio, il leader M5s ha lanciato un’iniziativa in Campidoglio a Roma con un parterre un po’ insolito. Con Conte ci saranno il direttore del Fatto Marco Travaglio e Franco Coppi, storico avvocato di Giulio Andreotti e difensore di Silvio Berlusconi nel processo Ruby.