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il ritorno

Il “corvo della Camera” è tornato a Montecitorio nella sua stanza

Salvatore Merlo

Ora che i sei mesi di sospensione a stipendio rotto sono finiti, resta da capire quale sarà la prossima destinazione di Roberto Cerreto: continuare la carriera da grand commis a Montecitorio o cambiare strada? In ogni caso, rimarrà negli annali

Ieri mattina il dottor Roberto Cerreto è rientrato alla Camera dei deputati ed è andato a pranzo a mensa. Sei mesi di sospensione sono trascorsi da quando le telecamere dell’Aula di Montecitorio avevano ripreso il consigliere parlamentare mentre depositava un plico anonimo contenente accuse contro alcuni colleghi in corsa per la nomina a vicesegretario generale.

Il dottor Cerreto, già capo di gabinetto di due ministri e consigliere caposervizio alle commissioni d’inchiesta, ieri ha ripreso possesso anche della sua stanza. Solo che nel frattempo, qualche settimane fa, al personale della Camera si era presentata una nuova caposervizio. I due ieri potrebbero persino essersi incontrati in corridoio, con qualche comprensibile imbarazzo della sostituta.

Tuttavia, tecnicamente, Cerreto non è stato ancora né trasferito ad altro ufficio né gli è stato revocato l’incarico dirigenziale che consiste nel coordinamento di diversi funzionari applicati alle commissioni d’inchiesta. Ma le decisioni del segretario generale Fabrizio Castaldi sono attese a breve. Che il dottor Cerreto abbia conservato la stanza, per il momento, sembra essere un atto di cortesia: il tempo necessario per liberarla dai propri oggetti personali. Considerato che avrà anche cassetti... chiusi a chiave.
La vicenda del “corvo di Montecitorio” – così è stato ribattezzato nelle cronache – aveva avuto il suo momento culminante tra fine luglio e inizio agosto 2025. Il caso era stato gestito dall’amministrazione della Camera nella consapevolezza che certe storie rischiano di screditare il funzionamento del Parlamento. Un procedimento disciplinare era stato avviato, con una sanzione che qualcuno ha definito “tra le più severe per un funzionario di quel livello: severa nella forma, morbida nella sostanza”. La commissione di disciplina, composta dal segretario generale e da altri funzionari, avrebbe anche potuto decretarne il licenziamento. Ma così non è stato. Cerreto ha fatto sei mesi a casa pagato circa  3.000 euro  al mese. 

Ora che i sei mesi di sospensione sono trascorsi e lo stipendio è tornato intero (circa 10.000 euro al mese), resta da vedere quale sarà la sua prossima destinazione. Se continuerà la sua carriera da grand commis alla Camera lontano dalle commissioni bicamerali, se resterà capo servizio, cioè funzionario di alto livello responsabile del coordinamento di altri funzionari (uno s’immagina la serenità degli eventuali sottoposti), o se lascerà per sua scelta il Parlamento. Di sicuro rimarrà nella memoria come quello che aveva dimenticato un particolare: che in Aula le telecamere sono sempre accese.

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  • Salvatore Merlo
  • Milano 1982, vicedirettore del Foglio. Cresciuto a Catania, liceo classico “Galileo” a Firenze, tre lauree a Siena e una parentesi universitaria in Inghilterra. Ho vinto alcuni dei principali premi giornalistici italiani, tra cui il Premiolino (2023) e il premio Biagio Agnes (2024) per la carta stampata. Giornalista parlamentare, responsabile del servizio politico e del sito web, lavoro al Foglio dal 2007. Ho scritto per Mondadori "Fummo giovani soltanto allora", la vita spericolata del giovane Indro Montanelli.