al Nazareno

Schlein alla Direzione nazionale Pd alla prova dei riformisti: "Rispetto per le minoranze, la linea è una"

La relazione della segretaria per rispondere alle critiche e alle richieste delle ultime settimana arrivata da un pezzo di partito. I riformisti preparano la loro risposta

Da Trump a Kyiv, fino a Torino. Ma anche un tour. "Il Pd ha "una maggioranza e ha una linea chiara. Si può essere d'accordo o no, ma è sbagliato dare fuori l'idea che il partito abbia linee diverse, perché ne ha una sola, non due, non tre e non nessuna. Questo è fondamentale". Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein al Nazareno, nella sua relazione alla Direzione nazionale del Partito democratico. Poco prima, si è svolta una riunione dei riformisti del partito: la linea scelta è stata quella di ascoltare la relazione della segretaria, intervenire nel dibattito e decidere poi se votare o meno la relazione. "Pronto", secondo quanto viene riferito, anche un ordine del giorno: "Valuteremo se presentarlo o meno". 

"Che qualcuno la pensi diversamente in un grande partito ci sta, è sano in un partito non personale ci sia una minoranza, anche delle minoranze. La presenza della minoranza è un valore, il pluralismo è un valore, noi lo difendiamo – ha detto Schlein – Ci sono stata anche in minoranza, in un tempo in cui purtroppo veniva sbeffeggiata. Io pretendo rispetto per tutti, soprattutto di chi ha una idea diversa dalla maggioranza".

Il contenuto della relazione

Nei prossimi mesi, il nostro impegno e la nostra mobilitazione saranno duplici e ambiziosi: quello per il No al referendum e un grande percorso di ascolto che attraverserà il paese, che chiamiamo: 'L'Italia che sentiamo'. Il calendario della leader dem, nelle prossime settimane, è serrato: "Domenica faremo la seconda tappa del tour referendario a Padova" e "andiamo avanti con il percorso d'ascolto". E poi questo fine settimana, il 7 e l'8 di febbraio, "ho chiesto a tutti i segretari regionali e provinciali e chiedo a tutti i nostri amministratori e parlamentari, a tutti i nostri dirigenti, di dar vita a una grande mobilitazione del partito in tutto il territorio nazionale. I nostri militanti saranno nelle piazze, nelle strade, nei mercati, torneranno a fare il porta a porta, i nostri militanti terranno in una mano le nostre ragioni del no al referendum e nell'altra una domanda: come stai? Qual è la tua condizione di vita e di lavoro? Qual è la tua esperienza con la sanità pubblica? Qual è quindi la tua speranza per il futuro? Cosa ti angoscia?", ha aggiunto. Il 20 e 21 febbraio "saremo poi a Firenze per parlare dell'Italia che deve ripartire", mentre "il 27 e 28 febbraio, poi saremo a Milano, sul terzo settore. Il 7 marzo chiuderemo con un grande evento a Roma". 

Pochi giorni dopo, gli italiani saranno chiamati alle urne per decidere sulla riforma della giustizia. "Il governo dissemina bugie. Non è una riforma solo sui magistrati, ma sui diritti di tutti i cittadini – ha detto la segretaria dem – non incide sui tempi lunghi dei processi, non incide sulla carenza di organico, non sui precari che andrebbero stabilizzati". Per Schlein questa riforma "serve al governo, a indebolire il Csm come organo di autogoverno della magistratura".

Quello di Giorgia Meloni, per Schlein, "è il campionato dello scaricabile". E dopo le urne del referendum, occhi puntati a quelle del 2027. "Vinceremo le elezioni, andremo al governo, ma abbiamo un'altra idea di democrazia, che non è un assegno in bianco per 5 anni a chi rende un voto in più per sfuggire a ogni forma di controllo", ha detto la segretaria, ribadendo ancora una volta la contrarietà del partito a numerose misure e progetti del governo, quali l'autonomia differenziata, "smontata dalla Corte costituzionale", i centri in Albania, il Ponte sullo stretto e il Premierato: "Un'altra riforma che contestiamo perchè rivolta a concentrare i poteri nelle mani del governo a discapito di Parlamento e presidente della Repubblica". 

Dai fatti di Torino al nuovo pacchetto sicurezza approvato ieri. "La nostra condanna della violenza politica è ferma e netta sempre. Non si usi quanto accaduto per giustificare nuove strette alle liberta' democratiche, la liberta' di manifestazione e' fondamentale per una democrazia", ha detto Elly Schlein, rinnovando la solidarietà sua e del partito agli agenti feriti e al sindaco di Torino, Lo Russo. "Ci opporremo fermamente a qualsiasi tentativo di stretta repressiva che pagherebbero i cittadini".

Dopo le questioni interne, Schelin si è focalizzata sul contesto internazionale. "Non è chiaro se le mire di Trump sulla Groenlandia si siano fermate, ma è certo che le due sponde dell'Atlantico non sono mai state così distanti. Eppure non dobbiamo rinunciare a questa relazione". Ma – ha avvertito – dobbiamo starci a testa alta, la subalternità di Giorgia Meloni a Trump non aiuta. E' l'unico governo che abbia definito 'legittima difesa' l'azione unilaterale in Venezuela, l'unico governo che non è stato in grado di pronunciare cinque semplici parole: la Groenlandia non si tocca", ha aggiunto. 

Sul fronte ucraino, "tra poco ricorreranno, il 24 di febbraio – ha ricordato – i quattro anni dall'invasione criminale di Putin che in questa settimana si è fatta in Ucraina ancora più aggressiva. Abbiamo sempre sostenuto il popolo ingiustamente invaso e continuiamo a sostenerlo pienamente".

 

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